Palermo

Fiumi di droga su Palermo, blitz della polizia a Ballarò: 11 arresti

Blitz della polizia a Ballarò. L’operazione denominata “Drug Away”, ha inflitto un duro colpo al traffico di stupefacenti a Palermo. L’indagine, effettuata dalla Squadra Mobile, ha permesso di ricostruire centinaia di episodi di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, avvenuti spesso “a domicilio” su richiesta ed ordinazione di una clientela ormai fidelizzata, attraverso utenze cellulari ad hoc.

I destinatari di misura cautelare risultano essere:
1. PREMUDA Eduardo, cl.1972 detto “Aldo”, pregiudicato,
2. VALENTI Natalina, cl.1976, pregiudicata;
3. PREMUDA Stefano, cl.995, pregiudicato;
4. FILIPPONE Alessandro, cl.1992, pregiudicato;
5. PREMUDA Jessica, cl.1992, incensurata;
6. PERRICONE Maria Assunta, cl.1966 pregiudicata;
7. VALENTI Vito, cl.1974, pregiudicato;
8. VALENTI Vincenzo, cl.1986, pregiudicato;
9. VALENTI Cristian, cl.1997, pregiudicato.
10. LETO Ornella, cl.89, incensurata;
11. LA CARA Giuseppa, cl.1954, incensurata;

L’indagine iniziata ad aprile 2017 ed effettuata dalla sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” – Falchi ha permesso, attraverso servizi di intercettazione telefonica, attività di perquisizione e sequestro, di acquisire elementi probatori nei confronti degli appartenenti ad un sodalizio criminale stabilmente organizzato e dedito all’attività di spaccio di ingenti quantità di cocaina, marijuana e hashish, operante sul territorio del quartiere cittadino di Ballarò.

Organizzazione stabile resa più salda da vicoli familiari e coniugali, fondata sull’interscambiabilità delle risorse umane e dei ruoli esecutivi delle stesse, su luoghi comuni di detenzione, sull’utilizzo comune di più utenze telefoniche e mezzi di trasporto, sulla gestione condivisa di una “cassa” comune per provvedere al sostentamento esclusivo di tutti i gruppi familiari appartenenti all’associazione nonché sulla condivisione e sullo scambio dei canali di rifornimento delle sostanze stupefacenti e dei clienti assuntori.

Lo spaccio risultava destinato infatti ad una stabile, selezionata e fidelizzata “clientela” composta da numerosissimi consumatori residenti nel tessuto urbano ed extra urbano, ai quali veniva consegnato lo stupefacente presso il proprio domicilio dopo che questi avevano contattato i pusher tramite utenze telefoniche dedicate ad hoc. In occasioni residuali gli stessi consumatori acquistavano invece lo stupefacente recandosi ad appuntamenti convenuti nel quartiere.

Nel corso dell’indagine sono stati infatti effettuati, a riscontro della tesi accusatoria, numerosi sequestri di di droga in alcuni casi con arresti in flagranza di reato. L’elevatissima attività di smercio ha consentito di registrare numerose richieste e conseguenti consegne, tanto che nel periodo monitorato, se si tiene conto di una sola delle utenze, sono state registrate in un periodo circoscritto 2288 chiamate provenienti da 200 utenze di cui almeno una settantina in uso a soggetti che facevano richiesta di consegna di stupefacente anche più volte al giorno.

“Lo spaccio – spiegano dalla Questura – era gestito da una decina di appartenenti al sodalizio criminale, spesso uniti anche da vincoli familiari, aventi compiti e ruoli interscambiabili, nonché una cassa comune per sostentare i rispettivi nuclei”. Secondo gli inquirenti, sulla base del numero medio di consegne giornaliere, raddoppiato nei weekend, la banda riusciva a vendere oltre un chilo di droga al mese. Sono 11 le persone finite in manette.

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