Cronaca

Dolce & Gabbana, ecco i dieci motivi (secondo loro) per visitare Monreale e Palermo

Ancora negli occhi gli eventi firmati da Dolce & Gabbana a Palermo, Monreale e Trabia. Nella nostra cittadina ci sono stati strascichi politici importanti. Ma noi vogliamo parlare dell’evento in sé, nudo e crudo. I due stilisti hanno lasciato la Sicilia. Ma, come hanno dichiarato ne sono davvero innamorati. E sul loro sito ufficiale, sia in italiano che in inglese, spiegano le dieci ragioni per visitare Monreale e Palermo. Dalle bellezze artistiche e architettoniche, passando per cannoli e cassate, fino ai mosaici. Ed è imperdibile una tappa alla Riserva dello Zingaro.

Ecco la classifica di Dolce & Gabbana delle 10 ragioni per visitare Palermo:
1. La Cattedrale di Palermo e l’altare dedicato a Santa Rosalia. “La Cattedrale di Palermo – si legge – è un complesso monumentale che si trova nel centro della città e che presenta una serie di diversi stili architettonici, come il franco-normanno, il bizantino, il barocco e il neoclassico, oltre ad alcuni elementi di architettura moresca. La cattedrale si è evoluta insieme alla città e all’interno del suo complesso architettonico è caratterizzata dalla presenza di stili differenti, conseguenza di una lunga storia di aggiunte, modifiche e restauri”.

2. I mercati rionali. “Il più famoso mercato di Palermo è la Vuccirìa – scrivono Dolce e Gabbana -. Nel dialetto locale Vuccirìa significa “voci” o “confusione”, che certamente suggerisce un modo per trovare il mercato: basta infatti mettersi ad ascoltare da dove proviene il rumore del continuo mercanteggiare! La Vuccirìa si snoda attraverso le strade laterali attorno a Piazza San Domenico. Al mercato del Capo si vendono una grande varietà di prodotti, anche se la gente del posto vi si reca quasi esclusivamente per il cibo. In una zona concentrata in Via Volturno i venditori ambulanti espongono tutte le prelibatezze locali. Il mercato di Ballarò, che si estende lungo le strade attorno a Piazza Carmine, unisce due eccellenze italiane: cibo e vestiti. Essendo principalmente un mercato alimentare, il mercato di Ballarò è un paradiso per chi vuole comprare qualcosa da mangiare per strada, ma ospita anche un gran numero di venditori di vestiti, rendendo irrinunciabile lo shopping d’abiti vintage”.

3. I mosaici. “L’eredità culturale normanna in Sicilia è visibile negli splendidi mosaici della Cappella Palatina e della cattedrale di Monreale. La Cappella Palatina, che è dedicata a San Pietro e si trova nel Palazzo Reale, fu commissionata da Ruggero II nel 1132 nello stile architettonico bizantino e presenta perciò alcuni dei più impressionanti mosaici rinvenuti in Italia. Pochi minuti di automobile dal centro di Palermo permettono di visitare la cattedrale di Monreale”.

4. I Quattro Canti. “Ufficialmente conosciuta come Piazza Vigliena, la piazza dei Quattro Canti, anche detta l’Ottagono del Sole, è una struttura barocca unica. La caratteristica di questa piazza è la pianta ottagonale, con quattro lati costituiti dalle strade e i restanti quattro da edifici barocchi, le cui facciate quasi identiche contengono statue che rappresentano le quattro stagioni, i quattro re spagnoli di Sicilia e le quattro patrone di Palermo, Cristina, Ninfa, Olivia e Agata; ciò naturalmente risale a prima del 1624, quando anche Santa Rosalia, grazie ai suoi miracoli, entrò nel novero delle patrone di Palermo”.

5. L’Opera dei Pupi. “La tradizione storica siciliana del teatro delle marionette, l’Opera dei Pupi, ebbe inizio a metà del XIX secolo – si legge -. I “pupi” erano marionette create per mettere in scena opere teatrali ispirate ai grandi racconti epici cavallereschi e, trovandovi a Palermo, non potete mancare di visitarne la collezione più ricca presso il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Altro materiale interessante si può trovare al Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitrè e, se avete tempo, procuratevi i biglietti per uno spettacolo al Teatro dell’Opera dei pupi “Figli d’Arte Cuticchio”, in via Bara all’Olivella a Palermo”.

6. Cannoli, Cassate, Granite. “Il patrimonio gastronomico della Sicilia è quasi da solo motivo sufficiente per visitare la regione. Quando vi trovate a Palermo, assicuratevi di assaggiare tutte le specialità, tra cui la granita a colazione, i piatti a base di melanzane, come la caponata e la pasta alla Norma, il cibo da strada, come gli arancini e lo sfincione, una prelibatezza simile alla pizza, e, naturalmente, i cannoli siciliani e la cassata”.

7. I giardini. “Per la gioia dei residenti e dei visitatori, Palermo, come ogni capitale reale degna del proprio nome, possiede molti spazi verdi, tra cui alcuni splendidi giardini e l’Orto Botanico, che è uno dei più belli e il più grande in Italia. Costruito nel 1789 in stile neoclassico, oggi il giardino è un’attrazione turistica, una sede didattica e di ricerca del Dipartimento di Botanica dell’Università di Palermo. Un altro parco da visitare è la Real tenuta della Favorita, che ospita la leggendaria Palazzina (o Casina) Cinese”.

8. La Riserva dello Zingaro. “Mentre vi trovate in Sicilia vi consigliamo di non tralasciare di visitare alcune delle bellezze naturali che la regione offre e vi raccomandiamo di fare una gita dalla mattina alla sera alla Riserva Naturale dello Zingaro, situata a breve distanza d’auto da Palermo”.

9. L’itinerario arabo-normanno. “Nel 2015 l’itinerario arabo-normanno di Palermo e le cattedrali di Cefalù e di Monreale sono stati ufficialmente inseriti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, confermando l’isola come la regione italiana con il maggior numero di tali siti. Quando si visita Palermo, dunque, non si può fare a meno di percorrere l’importante itinerario storico-architettonico, che comprende il Palazzo Reale con la Cappella Palatina, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, la chiesa di San Cataldo, la cattedrale di Palermo, il Palazzo della Zisa, il Ponte dell’Ammiraglio, la cattedrale di Cefalù e quella di Monreale”.

10. Il Teatro Massimo. “Situato in piazza Verdi – si legge infine sul sito di Dolce e Gabbana – il Teatro Massimo Vittorio Emanuele è il più grande teatro lirico d’Italia e uno dei più grandi in Europa. Costruito nel 1864, per promuovere l’Unità d’Italia avvenuta nel 1861, l’auditorium venne realizzato in stile tardo-rinascimentale e doveva originariamente ospitare 3.000 persone, ma, nella sua forma attuale, esso contiene 1.350 posti a sedere, con 7 ordini di palchi rialzati intorno a una platea in pendenza e a tipica forma di ferro di cavallo. Il Teatro Massimo, il terzo più grande teatro lirico d’Europa, venne completato nel maggio 1897, ventidue anni dopo la posa della prima pietra, e venne inaugurato con una rappresentazione del Falstaff di Verdi diretta da Leopoldo Mugnone. Una curiosità: le scene finali del film Il Padrino-Parte III sono state girate in questo teatro”.

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