“Sono un coxxxone perchè differenzio”!

Sergio Calderaro

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“Sono un coxxxone perchè differenzio”!

“Sono un coxxxone perchè differenzio”!

Torna con un altro suo scritto il nostro affezionato amico Sergio Calderaro. Questa volta non ci parla di Monteirreale, ma di raccolta differenziata. Di quanto è difficile farla a Monreale e dei tanti errori nella gestione. Dalla mancanza della raccolta porta a porta, annunciata qualche mese fa dal Comune e mai avviata, della difficoltà per gli utenti di raggiungere l’ecocentro. Non è una critica a chi fa e crede nella raccolta differenziata, anche noi la facciamo, ma al sistema che non mette a disposizione degli utenti le migliori condizioni per farla. Buona lettura…

L’altro giorno ho preso due bei sacconi di plastica e uno di carta da riciclare. Li ho sistemati in macchina dove riempivano il sedile dietro e il baule posteriore. Sono sceso fino alla strada provinciale e lì ho incontrato un vicino di casa che stava andando in paese. Mi sono fermato e gli ho chiesto se voleva un passaggio. Il mio vicino non chiede e non rifiuta niente e con fare accondiscendente, come se fosse lui a farmi il favore di salire in macchina e non io ad accompagnarlo, è salito velocemente e si è seduto. Abbiamo parlato del tempo, della campagna, delle feste, delle cose neutre insomma di cui di solito si parla coi vicini, specialmente a quell’ora del mattino; poi però mi sono accorto che la sua faccia aveva preso una strana connotazione. Mi spiego meglio: la sua espressione era tra lo stupito, l’ irridente quasi sarcastico e il divertito (cercate di immaginarvela che tanto non posterò mai nessun selfie di me col vicino).

“Ma lei chi va facennu cu tutta sta munnizza na machina ca matinata?” mi dice. Io zelante e un po’ scocciato per la domanda stranamente diretta prontamente gli rispondo : “Vado a portarla all’ ecocentro che oggi è giornata di plastica e carta”.

Qui devo aprire una doverosa parentesi per chi legge e non conosce le variopinte usanze che vigono in questo paese in materia di raccolta differenziata. Nel nostro paese da qualche tempo ma a singhiozzo funziona un’originale sistema di raccolta differenziata che potremmo definire di “porta a porta… del gestore”. Significa che voi raccogliete la plastica, la carta, il vetro, le lattine, li pulite, li asciugate, li conservate per un certo tempo in uno spazio che avete dovuto trovare e che dedicate solo a questo; poi, nei giorni assegnati per tipo di rifiuto, li portate con un vostro mezzo e a vostre spese in uno scomodo “magazzino” posto in pieno centro del paese. Non tutta insieme, per carità, ma con un certo ordine assegnato per tipo di rifiuto in particolari giorni della settimana. Carta il lunedì, carta e plastica il martedì, vetro e lattine il mercoledì, etc… insomma un po’ come come sabato gnocchi, domenica trippa, venerdì pesce, etc… Mi è stato detto che questo è il metodo di raccolta imperante in tutta Europa e che il paese non ha fatto altro che adeguarvisi. Peccato che nel resto del mondo si intende per “porta a porta” ben altra modalità di conferimento. Ma questa è un’ altra storia. Torniamo quindi alla nostra vicenda.

Il mio vicino a questo punto mi dice: “ Ma cu ciu fa fari? Iu pigghiu tutti cosi e i ettu no cassonetto accussì comu su” (chi glielo fa fare? Io prendo tutte cose e le butto nel cassonetto così come sono). Io questo lo so benissimo e potrei anche farlo, ma siccome era ancora mattino presto ed avevo voglia di essere didascalico gli risposi: “Ma scusi, se tutti facessimo così si immagina che casino che sarebbe portare i rifiuti tutti in discarica? E poi quasi tutti sicuramente la fanno, in special modo i nostri amministratori, le scuole, gli uffici pubblici, la posta, le banche, gli esercizi commerciali perché ci danno loro per primi il buon esempio”.

Fu lì che a questo punto il mio vicino mi guarda in un modo che risultava inequivocabile a chi conosce un minimo di mimica facciale seguito da un silenzioso ma esplicito commento che suonava circa “ ma sei coxxxone ?” “Io scendo qua, e grazie tanto” mi disse. Avrei voluto continuare a spiegargli; invece mi ritrovai a dire da solo e con tono discretamente alterato: “Io faccio la differenziata: carta, cartone, alluminio, contenitori di latta, vetro, plastiche, oli vegetali e da frittura, olio motore, ferro, batterie esauste. Lo faccio per me, per l’ambiente, per gli altri e per i figli degli altri. Lo faccio perchè sono contrarissimo alle discariche che devastano il territorio, che inquinano le falde, che alimentano le mafie. Lo faccio perchè creo lavoro, consento lo sviluppo di una filiera industriale del riciclo. Mi costa tempo, denaro e fatica non ottengo sconti ulteriori perché già pratico il compostaggio da più di dieci anni. Il non farlo è indice di una mentalità gretta, arretrata, stupida. Lo faccio per “buonsenso” o “coscienza civica” ma forse nel tuo vocabolario queste parole si traducono con “coxxxoneria”. E allora hai ragione tu: sono un coxxxone!

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