Palermo

Mafia, beni intestati a prestanome, maxi sequestro da 4 milioni di euro

Un autolavaggio, una ditta di movimento terra, appartamenti, terreni, veicoli e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 4 milioni e 200 mila euro, sono stati sequestrati a Palermo dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale su proposta della Procura della Repubblica, nei confronti di prestanome di noti esponenti mafiosi palermitani.

Le indagini del nucleo di polizia tributaria hanno riguardato Pietro Mansueto, già indagato negli scorsi anni per trasferimento fraudolento di valori e indicato da diversi collaboratori di giustizia, in particolare da Francesco Franzese, quale prestanome e persona di fiducia dei Lo Piccolo, egemoni nel mandamento mafioso di Palermo-San Lorenzo. Ha subìto il sequestro di 7 immobili a Tommaso Natale e di 11 rapporti bancari.

Marcello Coccellato, indicato da vari collaboratori giustizia, quale responsabile, sempre nell’ambito del mandamento mafioso di San Lorenzo ed in particolare del quartiere “Marinella”, della raccolta del denaro proveniente dalle estorsioni. Gli sono stati sequestrati un’impresa di movimento terra e relativi mezzi, oltre a diversi conti correnti.

Salvatore Sansone, ritenuto elemento di spicco della famiglia mafiosa di Palermo-Uditore, già arrestato nel maggio 2015 per associazione di stampo mafioso. L’uomo era incaricato del sostegno economico dei detenuti e dei rapporti con altri esponenti della criminalità organizzata. Il provvedimento emesso nei suoi confronti ha riguardato un autolavaggio e un appartamento di nove vani in zona viale Michelangelo-Uditore, nonché veicoli e disponibilità finanziarie.

I sequestri sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle del Gico, che hanno dimostrato l’esistenza di una evidente sproporzione tra il valore dei beni posseduti dai soggetti ed i redditi dagli stessi dichiarati.

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