Palermo

Trentaquattro anni fa l’omicidio, la Polizia ricorda Calogero Zucchetto

La Polizia, questa mattina a Palermo, ha commemorato Calogero Zucchetto, nella ricorrenza del 34° anniversario della sua uccisione. La sera del 14 novembre 1982 la mafia palermitana spezzò una giovane vita, quella di un promettente investigatore della Polizia di Stato.

Calogero Zucchetto pagò la passione per il suo lavoro, una professione pericolosa che non concedeva scampoli di vita privata. Oggi, a 34 anni di distanza, proprio nel luogo di quell’eccidio, all’angolo tra la via Notarbartolo e la via Libertà, luogo ribattezzato “Largo degli Abeti”, le più alte cariche, cittadine, della Polizia di Stato, Civili e Militari, hanno ricordato il martirio del giovane poliziotto.

A Palermo, Zucchetto lavora nella Squadra Volante della Questura per tre anni, poi nella scorta di Giovanni Falcone per tre mesi. Diventa uno dei migliori poliziotti ed investigatore della “Sezione Catturandi” che si occupa della ricerca dei latitanti. Nei primi anni ottanta, collabora con il vice Questore aggiunto Ninni Cassarà, alla stesura del “Rapporto Greco piu’161”, in questo rapporto, si riesce a tracciare il primo quadro della guerra di mafia iniziata nel 1981 e in particolare dell’ascesa dei corleonesi capeggiati da Totò Riina. Da qui nasceranno poi le indagini che porteranno al Maxi Processo del 1986. Ha svolto anche una delicatissima indagine per individuare il covo di Salvatore Montalto, boss latitante nel quartiere di Ciaculli dove, da poliziotto di strada quale era, si recava spesso in motorino con il Vice Questore Cassarà ad effettuare appostamenti.

E’ proprio durante uno di questi appostamenti che riconosce il boss insieme a due noti killer della mafia, Pino Greco e Mario Prestifilippo. Tre giorni dopo insieme ad altri colleghi scopre il rifugio dove si sta svogendo un summit tra vari capi mafia. Il primo novembre, recatosi nuovamente inseme a Cassarà presso la borgata di Ciaculli viene riconosciuto dai due killer e la squadra mobile di Palermo per non comprometterlo, decide di non farlo partecipare al blitz che porterà all’arresto del boss ricercato Salvatore Montalto. La sera di domenica 14 Novembre 1982, all’uscita del bar “Collica” in via Notabartolo, Lillo viene ucciso da cinque colpi di pistola alla testa sparati da quei due killer che lo avevano riconosciuto a Ciaculli. Il 13 luglio 1994 il pentito Gaspare Mutolo fece mettere a verbale che alla fine del 1981 l’agente della Polizia di Stato Calogero Zucchetto, era vicinissimo al covo di Riccobono che un confidente aveva rivelato essere in via Jung.

Il Questore di Palermo, Guido Nicolò Longo, ha deposto una corona sulla lapide dello sfotunato agente di Sutera (Cl), nel contesto di una cerimonia che è servita a “ricordare che chi muore per la giustizia e nell’adempimento del proprio dovere è cittadino della nostra memoria”. Alla cerimonia ha partecipato anche l’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Monreale, con il presidente Santo Gaziano e il segretario economo Francesca Mannino.

Il Sindaco Leoluca Orlando ed il vice Sindaco Emilio Arcuri hanno voluto rendere l’omaggio della città di Palermo alla memoria di Zucchetto, sottolineandone “il ruolo, per il quale ha pagato il prezzo più alto, nella caccia ai mafiosi e per la  disgregazione del reticolo di connivenza che ne protegge la latitanza”. Orlando ed Arcuri hanno anche espresso sentimenti di “vicinanza e solidarietà a tutti gli Agenti della Polizia di Stato, e più in generale di tutte le Forze dell’ordine, ringraziandoli per il loro impegno costante finalizzato al controllo del territorio, per il rispetto della legalità e della convivenza civile”.

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