Monreale e il suo Duomo sul New York Times

Che la Sicilia sia apprezzata di più all’estero dagli stessi siciliani è cosa ormai risaputa. L’edizione di ieri del New York Times dedica un ampio reportage alla Sicilia. La giornalista Francine Prose racconta “quest’isola dal fascino incredibile e che ho già visitato tantissime volte e non mi stancherò mai di fare”.

Alcuni posti, scrive la giornalista del New York Times meritano di essere visti tante volte. La Sicilia è uno di questi. E così, insieme al marito ed ai figli, decide di partire alla volta della maggiore isola del Mediterraneo. Tappa a Catania, con “l’incredibile spettacolo dell’Etna e dell’eruzione, con la sua spaventosa violenza”. Poi Palermo, la Cattedrale, i monumenti del centro storico, i Quattro Canti, i mercati storici, il cibo da strada e la salita a Monreale, con il duo Duomo pieno di mosaici “che lasciano senza parole”. Dopo Cefalù, la loro casa per tre giorni.

Traffico molto migliorato in generale secondo la giornalista rispetto alla sua precedente visita del 2002: “Ho notato con piacere che adesso non è più una lotta alla sopravvivenza, ma c’è molto più ordine”. Cefalù ricorda Monreale, certo nel suo Duomo, ma anche nel fascino del borgo, “anche se – spiega la giornalista – ha una visione più intima di cittadina, più essenziale”.

Da Cefalù arrampicarsi sulle Madonie è quasi un gioco. Così tappa a Castelbuono, pranzo a base di immancabili funghi, visita al centro, solito Fiasconaro. Dopo i tre giorni, partenza per Siracusa ed Ortigia. L’isolotto piace sempre ai turisti.

“Un vero gioiellino incantevole”, scrive il New York Times. Infine l’ultima tappa di un giro magnifico, prima di ripartire: Segesta: “La mia zona preferita – scrive la giornalista – Vedi il tempio che si erge maestoso, dopo una curva. Una sorta di presenza che si può avvertire da lontano. Alla fine è tempo di rientri. Tappa a Palermo e volo per New York.

Share
Published by