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"Un errore umano" di Gigi Borruso: ecco le donne vittime della cultura mafiosa

Ha debuttato ieri sera, nella sala Strehler del Teatro Biondo Stabile di Palermo, lo spettacolo dal titolo “Un errore umano” di Gigi Borruso. Dopo le due repliche mattutine nei due giorni precedenti, il regista, anche autore e interprete, costruisce sul palco dello Stabile Palermitano una pièce dedicata a tutte le donne vittime della cultura mafiosa che si sono rese protagoniste di un tentativo di riscatto. La protagonista Lia, interpretata da Serena Rispoli, è un personaggio di fantasia, ma porta con sé tanta realtà vissuta dalle donne dei cosiddetti “uomini d’onore”. Giovanissima, dopo aver sposato ingenuamente un boss in ascesa, comprende su quali basi si fonda la sua vita agiata. Il tentativo di liberazione la trasformerà agli occhi di tutti in una psicopatica e internata in una clinica psichiatrica dal marito, sarà coinvolta nell’allestimento di uno spettacolo insieme agli altri pazienti. La forza della sua ribellione, definita dallo stesso Borruso “la ribellione dei perdenti”, trasformerà il suo duello verbale con il direttore della clinica nella sua personale battaglia contro l’ingiustizia. Perché “solo un perdente – continua Gigi Borruso- conosce ancora la furia e la gentilezza che servono a immaginare un’altra vita. Un perdente. Com’è spesso il teatro, capace sempre di protestare e ricordare cos’è la gioia di stupirsi”. Lo spettacolo, prodotto dallo Stabile in collaborazione con Transit Teatro ha debuttato in prima assoluta a Parigi lo scorso marzo al Théâtre les Déchargeurs. Le scene, curate da Roberto Lo Sciuto, con le luci di Nino Annaloro, saranno arricchite dalle proiezioni video di Alice Rispoli. Lo spettacolo replica fino al 17 dicembre. 

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