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Palermo, la Guardia di Finanza scopre due distributori "irregolari"

Nuovi controlli a tutela della legalità del mercato e del consumatore finale nel settore della distribuzione carburanti sono stati effettuati nel corso delle festività natalizie e di fine anno dalla Guardia di Finanza di Palermo, anche in risposta ad alcune segnalazioni pervenute al numero di “Pubblica Utilità 117” da cittadini palermitani, riguardanti presunti casi di frode nella erogazione  di minor quantitativi di carburante rispetto a quelli “pagati” e mostrati dal “display” della colonnina di erogazione. I controlli hanno riguardato, oltre che l’osservanza degli adempimenti contabili ed amministrativi ed il possesso delle autorizzazioni di legge, le giacenze dei prodotti energetici con prelievo di campioni, il controllo metrico tendente ad accertare l’effettiva erogazione di prodotto nelle quantità richieste, nonché la verifica dell’integrità dei sigilli apposti sui congegni elettrici ed elettronici che sovrintendono al funzionamento delle colonnine di erogazione in uso agli impianti. Nei confronti di due impianti ubicati in città, uno in piazza Vanni (nella zona di San Giovanni degli Eremiti), l'altro in via Leonardo da Vinci, i finanzieri del Gruppo di Palermo hanno scoperto sia la manomissione dei sigilli metrici apposti ai dispositivi di taratura dall’Ufficio Metrico per evitare manovre sui congegni di misurazione, sia la concreta alterazione degli strumenti di misura delle colonnine di erogazione. In dettaglio i militari hanno accertato che i gestori dei due impianti, in entrambi i casi, mediante la manomissione dei sistemi di misurazione posti sulle colonnine riuscivano ad erogare un quantitativo di carburante di circa il 7/8 % inferiore rispetto a quanto visualizzato dal cliente sul display della relativa colonnina. A fare insospettire i finanzieri durante i controlli sono state alcune anomalie nelle modalità di apposizione dei sigilli metrici obbligatori posti a garanzia dei sistemi di erogazione, visivamente artefatti e non conformi agli standard qualitativi utilizzati dalle stesse compagnie petrolifere che, appositamente interpellate, ne hanno totalmente disconosciuto la provenienza.              Il tutto per dare “copertura” contabile a quantitativi eccedenti di prodotti, ottenibili per effetto di rifornimenti ai clienti in misura inferiore a quella indicata dalle colonnine ovvero di illecite introduzioni o recuperi di carburante in evasione delle accise, delle imposte dirette e dell'Iva e quindi “in nero”. Nel corso delle due operazioni i finanzieri hanno sequestrato 2 serbatoi interrati, 12 “pistole” di erogazione, circa 2.000 litri di gasolio e 4.200 litri di benzina e denunciato all’Autorità Giudiziaria 2 soggetti per frode nell’esercizio del commercio ed uso o detenzione di strumenti di misurazione alterati; in corso gli accertamenti per quantificare le imposte evase.

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