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Monreale, i 100 giorni di… Ignazio Zuccaro: “La nostra città diventerà bellissima”

Si conclude oggi il nostro ciclo di interviste dedicato ai primi cento giorni dell’amministrazione Capizzi. Chiudiamo con l’assessore Ignazio Zuccaro. L’assessore Pippo Lo Coco ha declinato l’invito, mentre agli assessori Russo e Granà abbiamo deciso di concedere un mese in più. L’intervista è del nostro direttore Giorgio Vaiana, la foto dell’assessore del fotoreporter Vincenzo Ganci. Assessore, come ha vissuto questi primi 100 giorni? “Fin da quando abbiamo iniziato la campagna elettorale avevamo le idee chiare degli interventi e delle iniziative che avremmo dovuto intraprendere. Una volta eletti non siamo arrivati come sprovveduti, ma preparati a gestire una città che tutti sanno in che condizioni si trova”.  A partire dalla questione Unesco… “Sentivamo il peso della responsabilità di un incontro fondamentale per le sorti della nostra città. Io, però, tengo a sottolineare che tutto quello che abbiamo fatto finora e stiamo continuando a fare non è stato e non sarà solo nell’ottica Unesco. Noi desideriamo che ogni giorno la città possa risplendere così com’è stato durante la visita dell’ispettore Unesco. E ci riusciremo”. È già fiero dei risultati ottenuti fin qui? “Certo. Il bus dell’Amat è tornato grazie all’impegno del sindaco. L’ex municipalizzata non voleva più avere nulla a che fare con Monreale. La pulizia e la chiusura delle piazze. La riapertura di fontane storiche. Sono tutte cose che stiamo facendo per la città, non per la visita dell’ispettore Unesco. Quello, semmai, è stato un incentivo. Per non parlare dell'estate monrealese organizzata gratuitamente in pochissimi giorni”. Ma i monrealesi sono pronti ai cambiamenti che imporrà l’Unesco? “Piano piano si abitueranno e godranno di immensi benefici. Qui sappiamo tutti che le cose vanno fatte lentamente per far abituare i residenti. I monrealesi, però, sono molto legati alla loro città. E già adesso ci sono esempi importante di residenti che curano in maniera eccellente il loro quartiere, come la Ciambra, per esempio”. Sui rifiuti è iniziata una vera e propria, mi permetta di usare un termine un po’ forte e forse fuori luogo, “guerra”. Lei come la vede? “Di certo il Comune sta facendo la sua parte. Non solo la città è più pulita, ma anche le periferie, pian piano, stanno tornando alla normalità. Poi, bisognerà iniziare un periodo di sensibilizzazione, ad evitare che determinati luoghi possano tornare ad essere delle vere e proprie discariche. Senza dimenticare che la differenziata è il punto fondamentale di svolta”. Quali sono i suoi progetti per Monreale? “La mia visione della città non è a sfondo politico. Io la guardo sempre con gli occhi di un cittadino. Intanto, credo che sia fondamentale valorizzare l’asse commerciale e l’asse turistico monrealese. Abbiamo tante idee che presto metteremo in pratica. Poi, dobbiamo smetterla di paragonare Monreale ad altre città. Monreale è Monreale. Punto. Ha la sua storia, le sue tradizioni, i suoi monumenti. Il nostro compito è quello di tirare fuori il meglio che può offrire la nostra cittadina”. Che giudizio dà a Piero Capizzi? “Da cittadino sono soddisfatto. Anzi di più. Ma ero convintissimo che Piero avrebbe fatto bene, ma soprattutto che avrebbe realizzato tutto quello che ha dichiarato in campagna elettorale”. Ed i suoi colleghi assessori? “Siamo una bella squadra”. Insomma forse, per la prima volta nella storia di Monreale, ci potrebbe essere un sindaco eletto due volte consecutive? “(Sorride, ndr). Noi parliamo con i fatti, non con le parole”. Una critica rivolta a quelli che c’erano prima? “Ma guardi, a me della gestione Di Matteo, a parte le cose che si potevano fare e non sono state fatte, mi ha fatto impressione la mancanza d’amore nei confronti di questa città. E se questo, chiamiamolo sentimento, non viene fuori dal primo cittadino e dai componenti della Giunta, come facciamo ad inculcarlo ai cittadini?” Come immagina Monreale tra mille giorni? “Bellissima. E lo sarà per davvero…”.

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