Categories: Cronaca

La “nuova vita” di Arturo

Arturo è stato investito da un ignoto automobilista che ha preferito lasciarlo sull'asfalto, in una pozza di sangue, con la pelle squarciata da una ferita profondissima ed il bacino fratturato in diversi punti. Sembrava destinato a morte sicura e se si è salvato è stato soltanto grazie al provvidenziale intervento dei ragazzi di “Gioventù Protagonista” che, con l'aiuto di alcuni passanti e dipendenti comunali, lo hanno caricato su un' improvvisata barella e trasportato al canile municipale di Palermo. I medici veterinari inizialmente, viste le gravissime condizioni e per evitare ulteriori sofferenze, valutarono la possibilità di procedere con l' eutanasia. Però, l'insistenza dei volontari e la sensibilità degli stessi medici hanno avuto la meglio e, dopo essere stato curato con 300 punti di sutura, lo hanno trasportato presso la clinica "Palermovet" dove ha ricevuto alcune cure specialistiche sia all'arto posteriore che sui tessuti in necrosi, per rimarginarli. Dopo pochi giorni il cane ha potuto miracolosamente riprendere a muoversi, in attesa di subire un delicato intervento ortopedico in seguito all'amputazione di parte dell' arto, ormai in necrosi. Da oltre una settimana Arturo è stato trasferito dai volontari in un'altra clinica palermitana "Veterlandia" dove il team di Maurizia Zaccolo lo sta sottoponendo ad altre cure specialistiche e riabilitative."Siamo felici –  hanno detto i due rappresentanti di “Gioventù Protagonista” Alessandro Catalano e Roberto Caputo – di vedere Arturo correre negli spazi della clinica e per strada. Desideriamo ringraziare tutti i medici ed i volontari che si sono adoperati con grande affetto e professionalità per salvare un animale che alcuni individui avevano investito e condannato a morte sicura .Tutto ciò dimostra che la sensibilità e il rispetto delle leggi possono salvare tanti animali ed è per questo che continuiamo a batterci assieme a tanti giovani affinché, anche nel nostro comune, si possano creare strutture per gli animali feriti o in stato di abbandono".

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