Categories: Uncategorized

Cinisi, confezionavano la droga in casa, arrestati marito e moglie

È stato un “brutto” risveglio per una famiglia, quando alle prime luci dell’alba i Carabinieri di Cinisi e della Compagnia di Carini hanno fatto irruzione nella loro abitazione. Sguardi sbigottiti, movimenti impacciati, risposte molto vaghe e contraddittorie: questo è bastato ai militari dell’Arma per sospettare che marito e moglie stavano sicuramente tentando di nascondere qualcosa. Sospetto che è divenuto certezza quando i Carabinieri hanno trovato addosso all’uomo un sacchetto pieno di proiettili per pistola. A quel punto è scattata la perquisizione di tutta l’abitazione, svolta con l’ausilio di due unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Palermo anti-esplosivo e anti-droga. In casa, oltre ai due coniugi, era presente anche il figlio 19enne, solo apparentemente all’oscuro di cosa si nascondesse tra le mura di casa. La prima scoperta è avvenuta nel bagno dell’abitazione, dove era nascosta in un vano sottoscala, tra tanti indumenti e materiali domestici, occultato in uno scatolone da cui proveniva un odore forte e pungente, dove sono state rinvenute una decina di buste in cellophane contenenti dosi di marijuana per un peso di circa 400 grammi, del valore pari a 2.000 euro. Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta, avvolta in alcuni sacchetti di plastica una pistola a salve, che in un primo momento sembrava vera. Tuttavia, l’accortezza con cui la stessa è stata occultata e la mancanza del “bollo rosso” di sicurezza sulla canna, fa pensare che potrebbe essere stata utilizzata presumibilmente per altre finalità. Occultati, in un altro stanzino, sono state rinvenute una carabina ad aria compressa e un pugnale versione “Rambo”. Mentre in cucina, sono stati trovati altri proiettili per pistola e materiali necessari per il confezionamento della sostanza stupefacente: bilancini di precisione e una macchina per termosaldare i sacchetti in plastica da congelatore. Di qui la certezza da parte dei Carabinieri, che lo stupefacente venisse preparato all’interno delle mura dell’abitazione, per la successiva attività di spaccio al dettaglio. Attività molto probabilmente fruttuosa per il nucleo familiare, anche in considerazione che in casa sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 1.700 euro, presunto provento della vendita della marijuana. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria, dall’accertamenti effettuati sul contatore della società erogatrice Enel, sono emerse alcune “anomalie” sull’approvvigionamento della corrente. La mattinata, per famiglia di Cinisi, si è conclusa in Caserma con l’arresto di entrambi i coniugi, Antonino Filingeri Di Stefano, nato a Cinisi, classe ’69 e Marta Davì, nata a Carini, classe ’74, che sono stati associati rispettivamente alle case circondariali di Palermo “Ucciardone e Pagliarelli”, mentre per i medesimi reati è stato deferito in stato di libertà, il figlio 19enne. Le accuse contestate sono di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e munizioni e furto aggravato di energia elettrica.

Share
Published by