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Cefalù, la polizia pone i sigilli allo stabilimento Poseidon

Gli agenti del commissariato di Cefalù hanno sequestrato il lido balneare "Poseidon" sul lungomare "Giuseppe Giardina", dando esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della stessa cittadina termitana. Il provvedimento dell'autorità giudiziaria scaturisce da una serie di controlli incrociati effettuati dalla polizia e dall'ufficio tecnico del comune di Cefalù effettuati, a partire dal mese di giugno dello scorso anno quando erano state riscontrate  opere non contemplate o in violazione rispetto a quelle previste dalla concessione demaniale marittima, realizzate dai titolari del lido sul presupposto, rivelatosi poi infondato, dell'imminente rilascio di una nuova concessione che le avrebbe autorizzate. Alcune di queste opere erano state parzialmente rimosse sia nel luglio dello scorso anno, che nel successivo mese di novembre ma la Soprintendenza ai Beni Culturali ha nel frattempo revocato in autotutela i nulla osta precedentemente rilasciati ai gestori del lido, sul presupposto che la struttura balneare nel suo complesso determinerebbe percettivamente una barriere visiva che impedisce la continuità della veduta del litorale, intaccandone l'integrità dell'immagine in tutte le sue componenti panoramiche e naturalistiche. Da ultimo, il comune di Cefalù, nel febbraio di quest'anno, aveva emesso una ingiunzione di rimozione, "attraverso lo smontaggio dello stabilimento balneare", evidenziando tra l'altro che il lido aveva realizzato un ampliamento di circa 147 metri quadri della superficie a terrazzo calpestabile rispetto a quanto consentito dalla concessione demaniale del 2009, peraltro scaduta il 31 dicembre dello scorso anno. Proprio alla vigilia dell'imminente inizio della stagione balneare, viene eseguito il sequestro preventivo da parte degli agenti del commissariato di Cefalù di tutta la struttura edificata sulla spiaggia di Cefalù ad insegna "Lido Poseidon". I titolari sono stati denunciati per realizzazione di opere abusive, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico, senza gli espressi nulla osta della Soprintendenza e la relativa concessione edilizia, nonché per occupazione arbitraria del demanio marittimo in periodo non autorizzato.

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