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Cantieri navali in mano alla mafia, la Dia smantella associazione a delinquere – I NOMI ED IL VIDEO

Al termine di complesse ed articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, la Dia di Palermo è riuscita a disarticolare un’associazione per delinquere  facente capo alla consorteria mafiosa insediata nei quartieri Acquasanta-Arenella di Palermo e la sua perdurante capacità di infiltrarsi nel lucroso settore della cantieristica navale non solo nella città di Palermo, ma anche in altre realtà  delle regioni del  Nord Italia, segnatamente in Liguria e nel Veneto. Nelle mattinata odierna sono stati tratti in arresto: Vito Galatolo, nato a Palermo il 10 ottobre 1973; Giuseppe Corradengo, nato a Palermo il 31 marzo 1964; Rosalia Viola, nata a Palermo il 30 luglio 1967; Domenico Passatello, il 23 giugno 976; Vincenzo Procida, nato a Palermo l’1 luglio 1977; Rosario Viola, nato a Palermo il 27 maggio 1950; Tutti colpiti dall’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Tribunale di Palermo, Gip Piergiorgio Morosini, che ha accolto la richiesta della D.D.A., Procuratore Aggiunto Vittorio Teresi e Pm Pierangelo Padova, al quale quest’Ufficio aveva con più informative rassegnato l’esito delle indagini. L’odierno provvedimento, che dispone anche il sequestro dell’intero complesso aziendale delle società “Nuova Navalcoibent srl”, con sede in La Spezia, “Eurocoibenti srl” e “Savemar srl”, entrambe con sede in Palermo, è il frutto di lunghe ed articolate indagini condotte dal personale del Centro Operativo di Palermo e di Genova in materia di infiltrazioni mafiose nel settore della cantieristica navale. Servizi di intercettazione telefonica, ambientale e telematica, di osservazione e pedinamento, corroborati anche dalle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori e testimoni di giustizia, pienamente confermate dai successivi riscontri, hanno consentito di dimostrare come alcune imprese, fondate con capitali mafiosi e rette da soggetti vicini alle cosche, si erano allontanate dalla Sicilia e si erano stabilite ed affermate in Liguria e nei principali porti dell’Adriatico. Interi settori delle lavorazioni navali erano, pertanto, gestiti in regime di quasi monopolio, da imprese che riuscivano a riciclare ingenti capitali di origine illecita e che realizzavano enormi guadagni. Alcuni esponenti di assoluto rilievo della “famiglia mafiosa”  Galatolo – Fontana (come noto un vero e proprio “asse portante” della famigliadell’Acquasanta  e del relativo mandamento di Resuttana) hanno focalizzato e perseguito gli scopi criminali del sodalizio mafioso servendosi in particolare della collaborazione di alcuni soggetti esterni all’associazione, ben disposti ad intraprendere brillanti carriere imprenditoriali e ad investire ingenti risorse finanziare di provenienza delittuosa per costituire o comunque finanziere numerose società attive nell’ambito di diversi cantieri navali italiani. L’odierna operazione di Polizia Giudiziaria ha interessato varie zone d’Italia,  con la partecipazione di personale della Direzione Investigativa Antimafia dei Centri Operativi di Palermo, Genova e Padova.

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