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Beppe Alfano e la sua "penna" scomoda: 21 anni fa l'omicidio del giornalista

La sua vita venne spezzata l'8 gennaio del 1993, si chiamava Giuseppe Aldo Felice Alfano, "Beppe" per gli amici. Era nato a Barcellona Pozzo di Gotto, stessa città nella quale venne ucciso, il 4 novembre 1945. Dopo aver frequentato la facoltà di Economia e Commercio all'Università di Messina, si trasferì nella provincia di Trento, dove trovò lavoro come insegnante di educazione tecnica in una scuola media. Tornò in Sicilia, con la moglie Mimma, nel 1976. Militante di destra, diede sfogo alla sua passione giornalistica, collaborando con l'emittente "Tele Radio del Mediterraneo" e con "La Sicilia" di Catania, testata della quale fu corrispondente. I suoi articoli e le sue inchieste, toccavano il mondo degli affari siciliani, della politica e degli amministratori locali, indagava e scriveva sui latitanti e sui mafiosi. La notte dell'8 gennaio 1993, nella centrale Via Marconi di Barcellona Pozzo di Gotto, furono tre proiettili esplosigli contro, mentre era alla guida della sua auto, a fermare la sua vita. Venne arrestato un boss del luogo, certo Giuseppe Gullotti, il quale venne condannato all'ergastolo, poiché ritenuto colpevole di aver organizzato l'omicidio. Il processo non è stato a tutt'oggi concluso, perché mancano i nomi dei mandanti dell'omicidio. La famiglia è iscritta alla "Associazione Nazionale Vittime di mafia" e la figlia Sonia è da diversi anni impegnata in politica. Attualmente è eurodeputata eletta nelle liste di "Italia dei Valori". A Bruxelles ha ricoperto l'incarico di Presidente della Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione ed il riciclaggio di danaro.

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