Altofonte “affonda” nei rifiuti, Di Matteo accusa: “Non ci fanno scaricare”

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Altofonte “affonda” nei rifiuti, Di Matteo accusa: “Non ci fanno scaricare”
Piena emergenza nel comune. Da dieci giorni ormai i rifiuti si sono accumulati, il primo cittadino però rilancia le accuse: “non è colpa nostra”

18 Gennaio 2016 - 00:00

Piena emergenza igienico/sanitaria ad Altofonte. Da quasi due settimane i rifiuti non vengono raccolti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cumuli impressionanti di rifiuti ovunque. Il sindaco Nino Di Matteo, dopo aver ricevuto notizie sull’Ato Pa2, ad un passo dal fallimento, ha chiesto, dopo la relazione del medico competente e la conseguente emergenza igienico/sanitaria, il nolo dei mezzi per fronteggiare questa situazione. “Venerdì, dopo tanto tira e molla – dice Di Matteo – abbiamo noleggiato un mezzo grande che si è aggiunto ai due dell’Ato”. Ma la stessa notte cominciano i problemi. Ai comuni del comprensorio monrealese viene impedito di scaricare a Catania, si va a Siculiana. Solo che mancano delle autorizzazioni. “Non ci abbiamo dormito la notte –spiega Di Matteo -. Abbiamo avuto le autorizzazioni e ripreso il servizio lunedì. Ma anche così, per un vizio di forma, le cose non andavano bene e ci è stato impedito di scaricare”. Ieri le cose sembravano funzionare, ma a Siculiana è sorto un altro problema. In questa discarica, infatti, si scaricano al massimo 100 tonnellate. “Da giorni si raggiunge il massimo dello scaricabile in pochissimo tempo – dice Di Matteo -. E noi abbiamo i mezzi strapieni e non possiamo effettuare la raccolta”. Stamattina uno dei mezzi dell’Ato è andato fuori uso ed il sindaco ha deciso di informare il Prefetto di questa situazione che ormai è drammatica. “Ci sono pesanti responsabilità da parte di molti e nessuno ha ancora capito quanto sia grave questa situazione”. Ma i cittadini sono stanchi: tassa sui rifiuti tra le più alte d’Italia e servizi quasi del tutto assenti. La nuova Srr dovrà cambiare totalmente modo di lavorare. Ma prima bisognerà attendere il fallimento dell’Ato, ormai dietro l’angolo. (FOTO INVIATE DA SONIA CAUSA E GIUSEPPE SALA)

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