Cronaca

Monreale, le telecamere di sorveglianza che non sorvegliano: il Grande Fratello rimane spento

Ad agosto dello scorso anno punzecchiavamo il sindaco Piero Capizzi sulla vicenda telecamere (Leggi qui). Sono passati 423 giorni da quando ci siamo occupati delle telecamere. Da allora non è cambiato nulla o quasi.

Monreale ha un vero e proprio Grande Fratello, che potrebbe garantire una tranquillità ai cittadini ed ai turisti 24 ore su 24. Potrebbe, e qui uso non per errore il condizionale. Perché le telecamere sono spente. Hanno funzionato pochissimi giorni. Due furti in meno di 24 ore uno dall’altro hanno riacceso il dibattito. Le telecamere ci sono. E, ai tempi, sono costati parecchi soldini. Furono installate dall’Amministrazione guidata da Salvino Caputo (proprio lui oggi in una nota ne chiede l’immediata riattivazione…) per poi essere perfezionate da Filippo Di Matteo. Hanno funzionato, come si dice in siciliano, da Natale a Santo Stefano. Un guasto ai server disse la versione del Comune, la verità, però, non si è mai saputa. Ora tutti si ergono a paladini della legalità, ma soprattutto dimostrano di avere a cuore il bene dei propri cittadini.

“Riattivate immediatamente quelle telecamere”, dicono un po’ in giro tutti. Come il consigliere Marco Intravaia, per fare un esempio, che fa un appello a Capizzi e all’amministrazione “affinché reperiscano subito le risorse necessarie a riattivare il sistema di videosorveglianza, che renderebbe più tranquilli i cittadini e scoraggerebbe le azioni di criminalità, sfrontate come quella di forzare una saracinesca in piazza Vittorio Emanuele”. E viene da sorridere, e nessuno ce ne voglia, perché molti di loro, Intravaia compreso, questa città l’hanno pure governata.

Nonostante tutto, le telecamere, anche se spente da anni, rimangono utilizzabili. Hanno uno zoom ottico da 22 X, cioè in grado di ingrandire un’immagine di 22 volte senza mai perdere la qualità. E possono ruotare in tutte le direzioni. Il sistema di controllo delle telecamere era stato installato presso il comando di polizia municipale. Gli agenti avevano quindi la possibilità, attraverso dei pulsanti ed un semplice joystick di selezionare la telecamere preferita, scandagliare la zone ed, in caso di necessità, di presenza di auto sospette, oppure nel caso si riscontrassero delle violazioni al codice della strada, di inviare sul posto una pattuglia.

Piero Capizzi, già lo scorso anno, aveva ribadito la sua volontà di riattivare il sistema di videosorveglianza: “Ma sapete benissimo che dobbiamo convivere con la costante ricerca di fondi – dice il primo cittadino -. Abbiamo il preventivo per la riattivazione del blocco che riguarda il centro storico. Ma occorre trovare 60 mila euro”.

Così diceva. Oggi, pare che questa cifra si sia notevolmente abbassata. Questo perché una ditta, in gran segreto, ha effettuato un sopralluogo dell’impianto di telecamere e non avrebbe riscontrato così tante anomalie. Rimarrebbe la necessità di posizionare la sala di controllo delle telecamere. Dove metterle? Dai vigili? Loro vanno via alle 20. Dai carabinieri? Di certo non si assumerebbero questo compito.  Insomma, la questione rimane spinosa.  A noi, dunque, non rimane che continuare a contare i giorni. Non è più tollerabile un rinvio. C’è in gioco la sicurezza dei cittadini.

(Nella foto una delle telecamere che avrebbe potuto filmare i malviventi in azione questa notte)

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