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Formula 1, è morto il giovane pilota Jules Bianchi

Il giovane pilota Jules Bianchi, con alle spalle 34 GP è morto stanotte senza aver ripreso mai conoscenza. Ne hanno dato la notizia i familiari, con un post inserito su Facebook: “Ha lottato sino alla fine, come sempre ha fatto, la sua battaglia è arrivato alla fine. Il nostro dolore è immenso ed indescrivibile. Ringraziamo tutti per l’affetto mostrato nei mesi scorsi, questo ci ha dato grande forza e ci h aiutato ad affrontare momenti così difficili”.

Alle strazianti frasi dei genitori, ha fatto eco il post del Team Marussia: “Siamo devastati dalla perdita di Jules dopo una così dura battaglia. È un privilegio per noi averlo avuto nel nostro team”. Il 25enne francese Jules Bianchi, era rimasto coinvolto in un tragico, quanto fortuito schianto, avvenuto sul circuito giapponese di Suzuka, durante il GP del Giappone dell’ottobre 2014. Lo schianto terribile, contro la gru, costrinse i medici a ricoveralo d’urgenza ed in seguito a predisporne il trasferimento a Nizza, in modo che la fidanzata ed i genitori, potessero stargli vicini.

Il suo incidente, ha inoltre innescato delle polemiche di ampio respiro sportivo che hanno visto stilare un rapporto della Fia (Federazione Internazionale dell’Automobilismo), sottoscritta dai componenti Ross Brown, Stefano Domenicali ed Emerson Fittipaldi, i quali attestarono, dopo aver verificato gli atti che Jules, in regime di bandiere gialle, non avrebbe rallentato a sufficienza. In pratica, l’auto di Sutil, a pochi giri di quel maledetto GP, è uscita di strada, senza alcuna conseguenza per il pilota ed entra in scena, in regime di bandiere gialle, la gru che la solleva. Proprio in quel momento, sopraggiunge la Marussia del pilota francese che si va a schiantare sul grosso mezzo di soccorso e per Jules ci sono devastanti traumi cranici.

Il padre Philippe che non lo ha mai abbandonato, proprio pochi giorni fa, aveva dichiarato: “A volte mi sembra d’impazzire, è peggio che se fosse morto. Il tempo passa, ora sono meno ottimista rispetto a due-tre mesi dopo l’incidente, quando ancora avevamo modo di sperare in una svolta. Purtroppo si arriva in un momento in cui bisogna tornare con i piedi per terra e capire la situazione – aveva detto l’affranto genitore -. Jules una volta ci disse che se si fosse trovato a vivere un problema simile a quello di Schumacher, per lui la vita sarebbe stata difficile e non avrebbe potuto accettare di non poter più fare il pilota”.

Anche la nostra Redazione esprime il cordoglio per la perdita di Jules Bianchi.

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