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Vivicittà 2015, vince l’altofontino d’adozione Yuri Floriani

Si è svolta ieri l’edizione 2015 della corsa “più grande del mondo, che ha visto più di 75 mila partecipanti, in 45 diverse città italiane e 8 all’estero. Tra questa non è mancata all’appuntamento Palermo con i suoi 3 mila partecipanti. Ed è proprio Palermo ad aggiudicarsi la classifica unica compensata, con l’altofontino d’adozione Yuri Floriani (nella foto), 33enne fondista delle Fiamme Gialle, già finalista ai giochi olimpici di Londra 2012 nei 3000 siepi, che ha tagliato il traguardo in 36.11. Al secondo posto il vincitore della prova di Sarajevo, il 20enne serbo Uros Kutselic con il tempo di 36.20, mentre al terzo posto si è classificato il palermitano Vincenzo Agnello, arrivato dietro Floriani in 36.44. Ottimo anche l’ottavo posto di Alessio Terrasi, anche lui di Altofonte. Presente anche il campione olimpico di marcia Alex Schwatzer, che con Davide Pati di Libera ha corso la prova romana di Vivicittà che si è tenuta nel carcere di Rebibbia:

“Voglio rimettermi in gioco e provare a lasciare un ricordo bello e pulito della mia carriera”. A Rebibbia anche Giovanni Malagò, presidente del Coni e Vincenzo Manco, presidente Uisp: “Con Vivicittà vogliamo dare segnali chiari sulla sostenibilità ambientale, sulla solidarietà internazionale e sul valore sociale dello sport – ha detto Manco – Correre dentro le carceri e nelle piazze e strade italiane significa superare l’idea di ambienti separati. Lo sport crea dialogo e opportunità di dignità per tutti”.

Tra le donne, vince invece Reggio Emilia, dove la 27enne di casa Barbara Bressi, ha chiuso in 41.40, dietro di lei l’emiliana Isabella Morlini con il tempo di 42.08, terzo posto la serba Ana Subotic, vincitrice della prova femminile di Sarajevo. Raccolti oltre 16 mila euro, che saranno destinati al progetto “Sport & Dignity”, a favore dell’inclusione di bambini con disabilità del centro Kanafani nel campo profughi palestinese di Ain Al Helweh.

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