Dall'Italia e dal Mondo

“Hartz IV”, in Italia la spiegano male, ma la vorrebbero imitare

Qualche settimana fa, è andata in onda su Rai 3 una puntata della trasmissione “Presa Diretta”, incentrata sulla situazione greca e quella italiana. Ho sempre apprezzato questo programma, anche se rispetto ad altri programmi come ad esempio “Report”, l’ho sempre reputato un pò  più superficiale.

In che senso? Le domande poste dai giornalisti scalfiscono sempre la crosta in maniera lieve, difficilmente vanno a fondo alla questione, facendo vedere cosa si trova al fondo del barile. In questo modo a volte lo spettatore si trova a vedere soltanto una faccia della medaglia, e neanche in maniera molto limpida.

E ne ho avuto prova quando nel corso della puntata si è parlato della situazione tedesca.

Nel corso della trasmissione si è parlato del provvedimento della legge di sussidio Hartz IV, in termini che mi hanno lasciato a dir poco allibito. Si parlava di gente costretta a fare lavori di qualsiasi genere, pena la sospensione del sussidio. Figli costretti a lasciare la scuola  per andare a lavorare, pena la sospensione del sussidio, e così via.

Si è parlato di numeri altissimi di persone indigenti, costretti a fare la spesa alla Caritas o ad essere ricattati dal piano Hartz IV. Beh, lasciatemelo dire, io qui ci vivo e la realtà tedesca non solo la vedo, ma la vivo, e già da diversi anni. Ed alla luce della mia esperienza qui in Germania, posso dire che quello che è stato detto è vero, tutto vero, ma solo fino a metà. O meglio, non è stata raccontata tutta la veritá sulla “trappola” dell’Hartz IV.

Cosa è stato omesso dal programma? Per capirlo bisogna intanto comprendere cosa è questo piano di sussidio, come funziona e cosa prevede. In Germania, con piccole differenze nelle varie Länder, il Welfare funziona in questo modo: si aiuta chi ha voglia di lavorare e chi è in serie difficoltà fisiche.

Chi perde il lavoro percepisce uno stipendio pari al 60% dell’ultimo stipendio ricevuto, più aiuti per pagare spese ed affitto di casa, per un periodo di 12 mesi, e questi aiuti aumentano se ci sono figli in casa. Nel corso di questi 12 mesi l’Agentur für Arbeit (l´agenzia nazionale del lavoro), provvede, e lo fa sul serio, a cercare e proporre al disoccupato fino ad un massimo di 3 lavori secondo le capacità e le specializzazioni di chi ha perso il lavoro, con uno stipendio vicino all’ultimo preso, spesso anche superiore. Il disoccupato è libero di rifiutare anche tutti e 3 i lavori, sta nei suoi diritti.

Ma cosa succede allo scadere dei 12 mesi, se ancora non si è trovato un lavoro? Ecco che si entra in regime Hartz IV, ovvero un sussidio speciale dove però chi ha rifiutato i lavori proposti dall’agenzia del lavoro, oppure non ha cercato lavoro, è poi costretto a fare qualsiasi lavoro gli venga presentato dallo Stato. Al suo rifiuto, il sussidio viene levato.

Quindi, chi si trova in questo regime, può essere laureato ma spazzare le strade.

Perchè questo regime di sussidio particolare? Il sussidio Hartz 4 fu introdotto nel 2002 dall’allora governo retto da Gherard Schröder con un duplice obbiettivo: levare dalla strada chi veramente aveva voglia di fare un lavoro, non importava quale, e due, fare passare la voglia ai furbetti di vivere alle spalle dello Stato.

Infatti prima di allora, i sussidi ai disoccupati venivano dati per un periodo molto più lungo, anche anni. Bastava lavorare anche solo un giorno per rinnovare il periodo dei sussidi. Da qui facilmente molti, secondo le statistiche la maggioranza (manco a dirlo) stranieri o abitanti della ex-DDR (dove poi é ambientato il servizio giornalistico), avevano trovato l’escamotage per potere vivere dignitosamente senza dovere sporcarsi le mani con un lavoro.

Ma con la legge Hartz IV (il 4 sta per quarta edizione della legge), la pacchia é finita. Adesso il Welfare ragiona in questo modo: Hai perso il lavoro? Lo Stato ti aiuta a cercarne un altro secondo le tue specializzazioni, e nel frattempo ti aiuta con un sussidio ed il pagamento delle spese. Nel corso dei 12 mesi hai rifiutato tutte le proposte di lavoro? Bene, allora noi il sussidio te lo diamo, ma vai a fare qualsiasi lavoro ti diamo da fare, altrimenti ti arrangi (legge Hartz IV).

Esiste in Italia una proposta simile di legge (che giace in Parlamento ormai da anni) che si chiama Reddito di Cittadinanza, e funzionerebbe pressappoco alla stessa maniera. A questo punto sorge la domanda: perché i media continuano a dipingere la Germania come un paese duro, senza sentimenti e colpa di tutti i mali?

Chiaro: se i servizi televisivi parlassero di come veramente si vive in Germania, un paese dove ancora si cerca di aiutare chi lo merita, ma di far pagare chi fa il furbo, aumenterebbe in maniera esponenziale il numero di coloro che lascerebbero l’Italia.

A questo punto avrei trovato più onesto spiegare nella sua totalità la legge, e poi spiegare che effettivamente è molto difficile trovare un lavoro in Germania non conoscendo la lingua tedesca, come abbiamo già spiegato in un articolo precedente.

E la storia é sempre la stessa! Invece di cercare di sistemare la propria situazione drammatica, segnata da corruzione (vedi Expo, Mose di Venezia, Autostrada Salerno-Reggio Calabria, TAV, Mafia Capitale e chi più ne ha più ne metta), criminalità, paradossi politici, è molto più facile mettere in cattiva luce chi è un “pelino” più virtuoso, e chi veicola leggi che rendono difficile la vita ai furbi.

Quindi la prossima volta che vediamo o ascoltiamo un programma che parli in maniera positiva o negativa di qualsiasi altro paese (non solo la Germania), prendiamoci il tempo di fare ricerche su come stanno effettivamente le cose, i mezzi al giorno d’oggi non mancano. Malcolm X diceva e ripeteva sempre alla gente: ”The media’s the most powerful entity on earth. They have the power to make the innocent guilty and to make the guilty innocent, and that’s power. Because they control the minds of the masses.” ovvero: “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!”

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