Cronaca

Monreale, l’ex sindaco Di Matteo fa causa al Comune: “Mi deve 106 mila euro”

L’ex sindaco Filippo Di Matteo ha fatto causa al comune di Monreale. Il motivo? Presunte irregolarità sullo stipendio che l’ex primo cittadino ha percepito nel corso dei cinque anni di mandato. Di Matteo, per voce del suo legale Rosaria Messina, che lo rappresenta e lo difende, ha presentato un esposto al comune con il quale chiede il pagamento di indennità non percepite per immotivata causa: oltre 100 mila euro. Secondo Di Matteo, infatti, i conti non tornano. Di Matteo ha percepito uno stipendio mensile lordo di 3.176,35 per gli anni 2009 e 2010; 2.223,45 per il 2011; 3.176,35 per il 2013; 2.223,45 nel 2013 e fino a fine mandato nel 2014. Una legge regionale fissa le indennità dei sindaci. Per un comune grande come Monreale, un sindaco dovrebbe percepire 3.921,41 euro lordi mensili. A questa somma, però, veniva applicata una riduzione del 10 per cento in base alle legge finanziaria 266/05; poi un’altra riduzione del 10 per cento in esecuzione di una delibera adottata dall’amministrazione precedente, quella di Toti Gullo. Mentre per gli anni 2011, 2013 e 2014, veniva applicata una ulteriore riduzione del 30 per cento per la violazione del vincolo del Patto di Stabilità. Secondo Di Matteo, però, il comune di Monreale ha erroneamente applicato la riduzione del 10 per cento prevista dalla legge finanziaria 266/05, perché “ha trovato applicazione solamente per tre anni e cioè fino al 31/12/2008”. Altro errore secondo Di Matteo: non doveva essere applicata la riduzione decisa dall’amministrazione Gullo, perché “la riduzione volontaria decisa dalla precedente amministrazione non poteva essere applicata al sindaco Di Matteo, avendo efficacia limitata ai soli soggetti  che hanno esercitato la facoltà di rinunciare alla predetta quota di indennità”. Terzo errore per Di Matteo, la riduzione del 30 per cento per violazione del Patto di Stabilità. Secondo l’ex Primo Cittadino, questa non si applica in Sicilia a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. Di Matteo lo faceva notare al Comune, che replicava: “La riduzione si applica perché prevista nel piano finanziario pluriennale di rientro, approvato dal Consiglio Comunale il 22/02/2013”, proprio mentre era in carica Filippo Di Matteo. Anche se lo stesso ha ribadito che nel piano finanziario non era prevista nessuna percentuale di indennità di carica degli amministratori. Una perdita in busta paga, secondo Di Matteo di 745,06 euro lordi mensili che sommati fanno 78.603,82. A questi bisogna aggiungere l’indennità lorda di fine rapporto pari a cinque mensilità (che va in ogni caso erogata), pari a 3.921,41 per cinque mesi (19.607,05 euro) per Di Matteo, mentre per il Comune di Monreale sono 2.223,45 per cinque mesi (11.117,25). In totale, quindi, Di Matteo chiede al comune di Monreale 106.053,11 euro. A questa cifra, ovviamente andranno aggiunte le spese legali. Dal Palazzo di Città fanno sapere di essere già al lavoro e di non essere preoccupati. Di Matteo, solo qualche mese fa, ad ottobre del 2014 per la precisione, aveva chiesto ed ottenuto il pagamento di alcune fatture per spese legali, accettando dal comune di Monreale “solo” 258 mila euro a fronte dei 345 mila previsti: 58,7 mila euro pagati a novembre 2014, poi 5 rate da 33,3 mila euro.  In questa pagina l’articolo sul pagamento della transazione di ottobre 2014.

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