A Monreale l’arte è parte del paesaggio quotidiano. Lo è da secoli, da quando tessere di pietra e pasta vitrea hanno composto uno dei più straordinari cicli musivi del Mediterraneo. In un luogo cresciuto intorno alla cultura dell’immagine, non sorprende che anche la ceramica abbia trovato un terreno particolarmente fertile. La storia recente della ceramica monrealese ha però nomi, date e protagonisti ben precisi. Uno dei passaggi decisivi arriva nel 1959, quando Benedetto Messina, ceramista, mosaicista e docente di disegno, comincia a raccogliere giovani nella propria bottega. Da quell’esperienza nascerà l’Istituto d’arte per la ceramica e il mosaico Antonio Leto. La documentazione del Ministero della Cultura ricorda che la scuola arrivò a ospitare nella prima metà degli anni Sessanta 130 allievi e sei classi. Nel 1961-62 la sezione di mosaico divenne sezione staccata dell’Istituto statale d’arte di Palermo. Non fu soltanto una scuola. Fu il tentativo di trasformare il sapere artigianale in formazione strutturata.
Accanto a Messina, un ruolo significativo fu svolto da Elisa Messina che, dopo un’esperienza formativa alle Ceramiche San Polo di Venezia, nel 1961 fondò a Monreale un laboratorio-scuola. A questa stagione appartiene anche l’esperienza di Calogero Gambino, formatosi alla scuola di ceramica di Santo Stefano di Camastra e successivamente collaboratore di Benedetto Messina. È attraverso queste esperienze che la tradizione arriva alle botteghe contemporanee. Ma il rapporto di Monreale con la maiolica ha testimonianze ben più antiche. Tra quelle più significative c’è il grande pannello settecentesco composto da circa 1.500 mattonelle policrome e sviluppato su una superficie di circa 50 metri quadrati: un’opera monumentale che mostra quanto la decorazione ceramica fosse già pienamente inserita nella cultura artistica del territorio.
Oggi Monreale è riconosciuta tra le città italiane di affermata tradizione ceramica e aderisce all’Aicc. “La ceramica rappresenta una componente importante dell’identità culturale e artistica di Monreale, un patrimonio di conoscenze e abilità che si è consolidato nel tempo grazie al lavoro e alla passione di generazioni di maestri artigiani – dice il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono – La nostra città, conosciuta in tutto il mondo per lo straordinario patrimonio musivo, custodisce anche una tradizione ceramica di grande valore, che merita di essere ulteriormente promossa e valorizzata. La sfida che abbiamo davanti è quella di creare un legame sempre più stretto tra tradizione e innovazione, favorendo la trasmissione degli antichi mestieri alle nuove generazioni e sostenendo le nostre botteghe artigiane. La ceramica può rappresentare anche una straordinaria opportunità per arricchire l’offerta culturale e turistica della città, attraverso percorsi ed esperienze che consentano ai visitatori di conoscere non soltanto le nostre bellezze monumentali, ma anche il talento e la creatività di chi ogni giorno continua a dare vita a questa antica arte”.
Il centro storico conserva inoltre un sistema di laboratori nel quale tornio, modellazione, pittura e decorazione convivono con linguaggi più contemporanei. Ed è proprio qui che si gioca il futuro. Durante “Inceramicata”, nel 2024, alcuni maestri ceramisti monrealesi hanno manifestato pubblicamente la disponibilità ad aprire i propri laboratori ai giovani, mettendo a disposizione competenze e persino materie prime. Una proposta che affronta uno dei problemi centrali dell’artigianato artistico: la trasmissione del mestiere. La ceramica monrealese può così diventare qualcosa di più di un oggetto acquistato al termine di una visita al Duomo. Può diventare esperienza: entrare in una bottega, osservare un maestro al tornio, comprendere le diverse fasi della lavorazione e provare personalmente a modellare o decorare un manufatto. Per Monreale il futuro passa proprio da questo incontro. Da una parte una città che possiede un patrimonio artistico conosciuto in tutto il mondo; dall’altra mani che continuano a creare. Fra mosaico e ceramica cambia la materia, ma rimane la stessa capacità di trasformare colore, disegno e pazienza in bellezza.




