I consumatori potranno conferire gratuitamente, nei punti vendita aderenti all’iniziativa, i capi di abbigliamento che non utilizzano più o giunti a fine vita. I rifiuti tessili saranno ritirati e avviati presso filiere autorizzate gestite da Amsa, società del Gruppo A2A che si occupa dei servizi di raccolta dei rifiuti e di igiene urbana nella città di Milano.
In base allo stato dei materiali, alla loro composizione e alle condizioni di mercato, i tessili potranno essere destinati a riuso, riciclo, valorizzazione energetica o, se non esistono alternative tecnicamente praticabili, a smaltimento.
Non tutti i rifiuti tessili hanno lo stesso destino: proprio per questo la corretta modalità di conferimento rappresenta un elemento centrale della sperimentazione. Nei contenitori sarà infatti possibile inserire, in sacchetti ben chiusi abbigliamento, accessori (borse, zaini, cinture), calzature e tessuti per la casa puliti. Non sarà possibile introdurre scarpe e borse gravemente danneggiate e materiale irrimediabilmente sporco.
“Con Milano Raccogli-AMO rafforza ulteriormente la sua collaborazione con le grandi città italiane, portando la sperimentazione nella capitale economica del Paese. Il progetto rappresenta una delle iniziative attraverso cui Erion Textiles intende contribuire alla definizione di un modello operativo efficace per la raccolta dei rifiuti tessili. Tale modello dovrà essere armonizzato con quelli degli altri Paesi europei, in coerenza con gli obiettivi del progetto LIFE4EPR, di cui facciamo parte e che è cofinanziato dall’Unione europea, nonchè con le esigenze dei principali produttori del settore”, dichiara Fulvio Matteoni, Presidente di Erion Textiles.
“Amsa è da sempre impegnata ad accrescere la qualità e l’efficacia della raccolta differenziata attraverso servizi vicini alle esigenze dei cittadini. Questa sperimentazione permette di sviluppare nuove modalità di intercettazione dei rifiuti tessili, ampliando le opportunità di conferimento e contribuendo a migliorare l’indice di differenziazione di Milano, che oggi si attesta al 63% – ha commentato Marcello Milani, Amministratore Delegato di Amsa -. Il progetto promuove una gestione orientata, ove possibile, al riutilizzo dei materiali e, successivamente, al loro recupero, rafforzando la collaborazione tra operatori pubblici e privati lungo l’intera filiera e contribuendo agli obiettivi di economia circolare della città”.
“Siamo fieri che il progetto Raccogli-AMO arrivi anche nella nostra città, che è attenta e sensibile al tema dell’economia circolare e del riuso, tanto che Milano è tra le prime città in Europa per quanto riguarda la raccolta differenziata – spiega Elena Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde -. Una sperimentazione che appoggiamo con il nostro patrocinio e che coinvolge 15 punti vendita della città, dimostrando come la sinergia tra amministrazione pubblica e operatori privati possa tradursi in azioni concrete a favore della sostenibilità. E’ proprio attraverso alleanze di questo tipo che possiamo accelerare la transizione ecologica e trasformare i principi dell’economia circolare in pratiche quotidiane”.
Perchè una sperimentazione sulla raccolta dei rifiuti tessili Secondo l’Osservatorio condotto da Ipsos Doxa Italia per Erion Textiles, in Italia negli ultimi 12 mesi 2 italiani su 3 si sono disfatti di vestiti (66%) e circa 6 su 10 di scarpe (57%). Una quota significativa di prodotti tessili viene ancora conferita nei canali sbagliati, riducendo le possibilità di riuso e riciclo. Se si escludono stracci e prodotti danneggiati (45%), le percentuali di conferimento scorretto a livello nazionale sono: scarpe (25%), borse e cinture (23%), tessili per la casa (18%) e vestiti (11%). Le rilevazioni raccolte nei punti vendita di Milano andranno ad affiancare quelle già avviate a Napoli e Torino, permettendo a Erion Textiles di costruire una mappatura più completa delle abitudini di conferimento da Nord a Sud, in vista dell’introduzione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile.
– Foto ufficio stampa Erion –
(ITALPRESS).




