Bambini intrappolati tra le fiamme a San Giuseppe Jato: premiati i carabinieri che li hanno salvati

Redazione

Regione - La cerimonia di consegna degli encomi

Bambini intrappolati tra le fiamme a San Giuseppe Jato: premiati i carabinieri che li hanno salvati
È uno degli interventi di soccorso pubblico ricordati durante la cerimonia di consegna delle Medaglie Mauriziane e degli encomi

21 Ottobre 2026 - 14:44

Due carabinieri che hanno affrontato le fiamme per salvare alcuni bambini rimasti intrappolati all’interno di un’abitazione a San Giuseppe Jato. È uno degli interventi di soccorso pubblico ricordati durante la cerimonia di consegna delle Medaglie Mauriziane e degli encomi, che si è tenuta nella caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa” di Palermo, sede della Legione Carabinieri “Sicilia”. L’episodio avvenuto nel territorio dello Jato è stato indicato tra le operazioni che si sono distinte per il coraggio e la capacità di intervento dei militari dell’Arma. I due carabinieri, secondo quanto riferito dal Comando Provinciale di Palermo, sono entrati in un’abitazione avvolta dalle fiamme, riuscendo a portare in salvo alcuni bambini che erano rimasti intrappolati. Un intervento particolarmente rischioso, conclusosi con il salvataggio dei piccoli, che ha trovato spazio tra le attività di servizio valorizzate nel corso della cerimonia.

Consegnati 83 encomi ai carabinieri di quattro province

La manifestazione si è tenuta nella chiesa di San Giacomo dei Militari, all’interno della caserma palermitana. I riconoscimenti sono stati concessi dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e dal comandante interregionale “Culqualber”, generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi. La cerimonia si è aperta con la consegna delle Medaglie Mauriziane, prestigiose onorificenze destinate agli ufficiali e ai sottufficiali che hanno raggiunto cinque lustri di servizio militare di meritevole carriera. Successivamente sono stati conferiti 83 encomi ai carabinieri in servizio presso i Comandi Provinciali di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani, per le attività svolte nella tutela dei cittadini e nel contrasto alla criminalità.

Dall’operazione “Grande Inverno” alla cattura del latitante Giuseppe Auteri

Tra i riconoscimenti più importanti figurano gli encomi solenni assegnati ai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo per il contributo all’operazione antimafia “Grande Inverno”. L’indagine ha portato all’arresto di 181 persone ritenute affiliate ai principali mandamenti mafiosi del capoluogo siciliano. Allo stesso Nucleo Investigativo è stato conferito un ulteriore encomio solenne per le complesse attività investigative condotte nell’ambito dell’operazione “Vassoio”, che hanno consentito di localizzare e arrestare il latitante Giuseppe Auteri, da anni sottrattosi alla cattura. Riconoscimenti anche ai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo per un tempestivo intervento conclusosi con il sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Premiati anche i militari impegnati contro la mafia nel trapanese

La cerimonia ha dato spazio anche alle attività investigative svolte nelle altre province della Sicilia occidentale. Nel trapanese sono stati consegnati encomi semplici e attestati di merito ai militari del Comando Provinciale per l’operazione “Hesperia”, il maxi blitz contro la rete mafiosa riconducibile a Matteo Messina Denaro. L’operazione ha colpito i vertici di Cosa Nostra e i fiancheggiatori vicini al defunto boss nei mandamenti di Castelvetrano e Campobello di Mazara, portando all’esecuzione di numerosi arresti. Nelle province di Agrigento e Caltanissetta sono stati riconosciuti i risultati conseguiti dai Nuclei Operativi e Investigativi nel contrasto alle organizzazioni mafiose. Un encomio semplice è stato inoltre assegnato ai Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta per un’attività investigativa che ha consentito di fare luce in tempi brevi su un grave omicidio, individuandone i responsabili.

Il generale Domizi: il valore del merito e il sacrificio delle famiglie

Prima della conclusione della cerimonia è intervenuto il generale Claudio Domizi, che ha richiamato l’attenzione sul valore del merito, considerato uno dei principi fondamentali dell’Arma dei Carabinieri. Il generale ha sottolineato l’importanza di riconoscere pubblicamente il lavoro, la dedizione, lo spirito di sacrificio e il senso di responsabilità dimostrati quotidianamente dai militari. Il servizio nell’Arma, ha evidenziato, non viene svolto per ottenere ricompense formali, ma il riconoscimento pubblico rappresenta comunque un momento significativo per chi ha affrontato situazioni particolarmente difficili o ha contribuito al raggiungimento di importanti risultati investigativi. Domizi ha infine rivolto un pensiero alle famiglie dei Carabinieri, ricordando il ruolo fondamentale che svolgono nel sostenere i militari durante la loro attività professionale. Un sostegno spesso silenzioso, che permette di affrontare le assenze quotidiane e i sacrifici richiesti dal servizio.

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