Il pagamento aggiuntivo per l’adeguamento dei costi, limitato per legge al 90% di ciò che eccede una soglia minima di aumento, resta subordinato alla disponibilità di risorse della singola stazione appaltante, che spesso non le ha. Il risultato: la rinegoziazione non è un meccanismo automatico, e ogni impresa deve tutelarsi con tempi che, secondo alcune testimonianze, arrivano fino a due anni.
Anche il sistema di calcolo degli indici ha visto una recente riforma: dal 27 aprile il meccanismo è passato dai vecchi ristori agganciati ai prezzari regionali a un calcolo basato su indici Istat più granulari, che tengono conto di più componenti dell’attività di cantiere. Ma anche gli operatori più vicini a questi meccanismi segnalano che gli indici faticano a intercettare in modo puntuale l’andamento reale del mercato: un balzo del 10% nei prezzi delle materie prime si traduce, per effetto dei meccanismi di calcolo, in un ristoro di poco più del 6% per l’impresa.
E’ un nodo che nasce da contratti pluriennali, firmati su prezzi che il tempo e gli shock geopolitici – dalla guerra in Ucraina alle tensioni nell’area di Hormuz – hanno reso obsoleti, senza un meccanismo di aggiornamento rapido e certo. Non è un problema isolato a un singolo committente pubblico: riguarda l’intero sistema degli appalti infrastrutturali. E rischia di aggravarsi nel 2026: terminato il regime transitorio di compensazione statale, la legge di Bilancio ha stabilito che siano ora le singole stazioni appaltanti a dover reperire le risorse necessarie per gli extra-costi, con il rischio concreto di dover definanziare altre opere pur di onorare gli impegni già assunti.
E’ quindi emersa l’esigenza di aprire un confronto permanente tra industria e Governo, capace di programmare le risorse pubbliche tenendo conto, fin dall’inizio, del costo reale delle opere nel tempo – non affrontando ogni volta l’emergenza quando ormai si è già creata. E’ la condizione perchè il settore possa continuare ad assumere, formare le persone e investire.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).




