Ancora un tentativo di truffa del finto carabiniere sventato nel Palermitano. Dopo il recente arresto avvenuto a Marineo, questa volta l’intervento dei militari della Compagnia di Misilmeri ha permesso di bloccare due uomini prima che, secondo l’accusa, riuscissero a portare a termine il raggiro ai danni di un’anziana residente a Godrano.
I carabinieri della Stazione di Godrano hanno arrestato in flagranza due palermitani di 30 e 39 anni, il primo incensurato e il secondo già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Entrambi sono accusati di tentata truffa aggravata e sono stati inoltre denunciati per il possesso di segni distintivi contraffatti.
La vittima era stata contattata telefonicamente da alcuni sconosciuti che, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, le avrebbero chiesto di consegnare denaro e oggetti di valore come presunta cauzione legata a inesistenti vicende giudiziarie. La donna ha però intuito che qualcosa non andava e, senza consegnare nulla, ha immediatamente avvertito il figlio. Quest’ultimo ha raggiunto l’abitazione della madre e contattato il 112, consentendo l’intervento dei veri Carabinieri.
I militari sono riusciti così a fermare e identificare i due sospettati. Durante le perquisizioni sono stati trovati e sequestrati alcuni oggetti che, secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati per simulare la qualifica di pubblico ufficiale: una tessera con una riproduzione grossolana dei simboli dell’Arma dei Carabinieri e una carpetta contenente logo ed estratti prestampati riconducibili alla polizia giudiziaria.
È stata inoltre sequestrata amministrativamente, ai fini della confisca, l’auto che sarebbe stata utilizzata dai due per raggiungere Godrano. Il Gip del tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura guidata da Angelo Vittorio Antonino Cavallo, ha convalidato gli arresti. Per il 30enne è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, mentre il 39enne è stato posto agli arresti domiciliari.




