Incendio doloso in un noto pub della Kalsa, quattro misure cautelari

Redazione

Palermo - Le indagini della polizia

Incendio doloso in un noto pub della Kalsa, quattro misure cautelari
Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto mandante dell'incendio sarebbe il 61enne, ex socio dell'attività

26 Giugno 2026 - 14:13

Eseguite quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti palermitani, ritenuti coinvolti a vario titolo nell’incendio doloso che, il 19 agosto 2024, colpì un noto pub della Kalsa e in altri reati emersi nel corso delle indagini. L’operazione è stata condotta dagli agenti della V Sezione della Squadra Mobile di Palermo su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le misure hanno riguardato quattro uomini di 34, 48, 52 e 61 anni. Per i primi due è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per il 52enne gli arresti domiciliari e per il 61enne gli obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 34enne dovrà rispondere dei reati di incendio, estorsione e ricettazione; il 48enne di incendio; il 52enne di ricettazione; il 61enne di incendio. L’indagine prende le mosse dal rogo che distrusse parte di un noto locale della Kalsa nell’agosto dello scorso anno. Un episodio che suscitò particolare allarme in città sia per la notorietà dell’attività commerciale colpita sia per le modalità con cui venne messo in atto.

Determinante per l’attività investigativa è stato l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e degli strumenti tecnologici a disposizione degli investigatori. Attraverso l’analisi delle immagini è stato possibile ricostruire gli spostamenti dell’auto utilizzata dai presunti responsabili e raccogliere elementi ritenuti utili dall’Autorità Giudiziaria. Fondamentali anche alcune intercettazioni telefoniche che avrebbero consentito di delineare ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti.

Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto mandante dell’incendio sarebbe il 61enne, ex socio dell’attività commerciale. L’uomo avrebbe agito per vendetta nei confronti dell’ex socio, maturata dopo la mancata possibilità di recuperare il consistente investimento economico effettuato in passato.

Gli investigatori ritengono che il 61enne avrebbe incaricato il 34enne di organizzare il raid incendiario. Quest’ultimo, a sua volta, si sarebbe avvalso della collaborazione del 48enne, considerato l’autore materiale dell’incendio. A sostegno di questa ipotesi, la Polizia ha raccolto diversi elementi tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza, il sequestro di abiti compatibili con quelli utilizzati durante l’azione e ulteriori riscontri emersi dalle intercettazioni.

Nel corso delle indagini è inoltre emerso un altro episodio che vede coinvolto il 34enne. L’uomo è accusato di aver partecipato a un’estorsione con il cosiddetto “cavallo di ritorno” ai danni di una donna palermitana. Dopo il furto dell’autovettura, il mezzo sarebbe stato restituito soltanto dopo il pagamento di una somma di denaro. La vettura, secondo gli investigatori, sarebbe stata ricevuta o acquistata dal 34enne insieme al 52enne, motivo per cui entrambi dovranno rispondere anche del reato di ricettazione.

Altre notizie su monrealepress

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc