Rubavano auto e scooter in tutta la provincia: smantellata banda di giovani

Redazione

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Rubavano auto e scooter in tutta la provincia: smantellata banda di giovani
Nel giro di circa venti giorni sarebbero stati messi a segno dieci colpi tra furti e tentativi di furto

25 Giugno 2026 - 13:46

Una serie di furti di auto e motocicli che avrebbe interessato diversi comuni della provincia di Palermo è stata interrotta dai carabinieri della Compagnia di Carini, che hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di altrettanti giovani già noti alle forze dell’ordine.

L’operazione, condotta con il supporto del Nucleo Cinofili di Palermo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, ha portato all’arresto di un giovane e alla sottoposizione agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico di altri due indagati. I tre sono accusati, a vario titolo, di furto e tentato furto aggravato, ricettazione di veicoli e motoveicoli e incendio doloso. Nell’ambito della stessa indagine sono stati inoltre denunciati a piede libero altri due presunti complici, tra cui un ragazzo che all’epoca dei fatti era minorenne.

Le indagini sono partite dopo una serie di furti di veicoli registrati nel territorio tra Capaci e Carini. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe esteso rapidamente la propria attività anche ai comuni di Balestrate, Torretta e Campofelice di Roccella. Nel giro di circa venti giorni sarebbero stati messi a segno dieci colpi tra furti e tentativi di furto. In uno degli episodi contestati, una vettura rubata sarebbe stata incendiata, probabilmente nel tentativo di eliminare eventuali tracce utili alle indagini.

Determinante per la ricostruzione dei fatti è stata l’indagine dei carabinieri della Stazione di Capaci. Gli investigatori hanno incrociato le denunce delle vittime con i dati ricavati dai tabulati telefonici e dai sistemi gps di un’auto a noleggio che sarebbe stata utilizzata dagli indagati per spostarsi sul territorio.

A supporto dell’inchiesta sono state inoltre acquisite numerose immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Le telecamere avrebbero documentato diverse fasi dell’attività criminale, dai sopralluoghi ai furti, fino alla fuga e all’abbandono dei mezzi rubati. L’Autorità giudiziaria ha emesso le misure cautelari sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini.

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