Cocaina consegnata come una pizza a domicilio: sette misure cautelari

Redazione

Palermo - L'operazione della polizia

Cocaina consegnata come una pizza a domicilio: sette misure cautelari
Gli investigatori hanno documentato un'attività di spaccio capillare che raggiungeva clienti in numerosi quartieri della città

25 Giugno 2026 - 13:15

Una vasta operazione antidroga della polizia ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettanti palermitani accusati, a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo e condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della polizia, ha consentito di ricostruire una presunta rete di distribuzione della cocaina attiva in numerose zone della città.

Secondo quanto emerso dalle indagini, quattro degli indagati sarebbero gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, mentre altre tre persone sono accusate di aver preso parte all’attività di traffico di droga in forma associata. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto cinque misure di custodia cautelare in carcere e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini hanno interessato diverse aree della città, dalla periferia ai quartieri centrali, passando per le zone della movida e quelle residenziali. Gli investigatori hanno documentato un’attività di spaccio capillare che, secondo gli inquirenti, non conosceva confini geografici o sociali e raggiungeva clienti in numerosi quartieri di Palermo.

Fondamentale è stato il lavoro svolto sul territorio attraverso appostamenti, osservazioni e pedinamenti, spesso effettuati anche durante le ore notturne e nei fine settimana. Le attività investigative hanno permesso di ricostruire gli spostamenti degli indagati e il funzionamento della rete di distribuzione della droga. Dalle indagini sarebbe emerso inoltre un sistema di consegne particolarmente rapido. Gli spacciatori si muovevano infatti con mezzi veloci e raggiungevano direttamente gli acquirenti, effettuando consegne a domicilio. Gli investigatori hanno anche fermato numerosi clienti subito dopo l’acquisto delle dosi, raccogliendo ulteriori elementi utili all’inchiesta.

Un ruolo decisivo è stato svolto dalle intercettazioni telefoniche. Gli indagati avrebbero utilizzato un linguaggio in codice e parole apparentemente innocue per riferirsi alle dosi, ai prezzi e agli appuntamenti per la consegna della droga. Un sistema che gli investigatori sono riusciti a decifrare grazie a un lungo lavoro di analisi e riscontro sul campo. Al termine delle operazioni, cinque persone sono state trasferite nel carcere Pagliarelli di Palermo, mentre per altre due è stato disposto l’obbligo di firma.

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