di Maria Sapienza
Essere “ri-conoscenti” non è solo un atto di cortesia, ma una necessità per chi vive il territorio. Significa non abbandonare al pressappochismo l’operato di chi, con buona volontà, ha reso possibile un evento che ha appassionato l’intera comunità. La festa del Patruzzu Amurusu si è conclusa; se l’amministrazione comunale — guidata dal sindaco Alberto Arcidiacono, insieme a assessori e consiglieri — ha lavorato instancabilmente per offrire momenti di festa e riflessione mai banali, è doveroso oggi volgere lo sguardo a tutti quegli attori che, spesso nell’ombra, sono stati il motore pulsante di queste giornate.
La forza umile della Confraternita
Un ringraziamento sentito va, innanzitutto, alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Nel loro umile silenzio, i confrati sostengono il “Cristo della città”: sono braccia che, pur stanche, non cedono mai alla fatica. Le loro gambe diventano quelle di un’intera comunità che, nel viaggio del 3 maggio, accompagna il “Gesù degli ultimi” tra la gente, attraversando vie dove abitano cuori appesantiti e anime spente.
Al passaggio del Crocifisso, ogni fedele si specchia nella Croce, riconoscendo il dolore umano di un Dio che ha scelto di morire per la nostra salvezza. Senza la dedizione dei confrati e del loro presidente, Giuseppe Messina, questo miracolo collettivo di fede non sarebbe possibile. Il mio ringraziamento raggiunga ogni associazione, dai Carabinieri in congedo all’Anas, e ogni singola confraternita coinvolta.
Memoria e legalità: il presidio delle Forze dell’Ordine
Il 4 maggio a Monreale è anche giorno di memoria e profonda riflessione. Oggi, mentre commemoriamo il 46° anniversario dell’uccisione del Capitano Emanuele Basile, il pensiero va alle Forze dell’Ordine.
In questi giorni di festa, segnati dal tragico lutto che ha strappato alla nostra comunità tre giovani vite, i servitori dello Stato hanno garantito con abnegazione la sicurezza della città. Grazie alla loro presenza costante, nonostante il timore di nuovi episodi di violenza, Monreale ha potuto scorgere una rinnovata speranza: la certezza di poter ancora abitare le nostre strade e la convinzione che i nostri ragazzi possano crescere sognando un futuro migliore. Dalle alte cariche militari fino ai giovani Carabinieri, ognuno di essi rappresenta un presidio fondamentale di umanità e legalità.
Un 400° anniversario nel segno del rinnovamento
Quest’anno l’Arcidiocesi celebra il 400° anniversario del Santissimo Crocifisso. L’Arcivescovo Gualtiero Isacchi ha voluto fortemente che questa ricorrenza non si riducesse a semplice folklore, cercando in ogni cittadino quel dono che ognuno custodisce nel cuore. Protagonisti assoluti sono stati i bambini e i ragazzi che, guidati da scuole e famiglie, hanno dato vita a progetti e cortometraggi di rara bellezza. È questo il senso profondo della festa: sentirsi uniti in un progetto di responsabilità condivisa, consapevoli che nessuno si salva da solo. Lo spirito di rinnovamento si è avvertito in ogni sera della novena, grazie al coinvolgimento in prima linea di sacerdoti e parroci: Don Nicola Gaglio e Don Luca Leone, responsabili della Cattedrale e del Santuario del Crocifisso; Don Giovanni Vitale, che ha ricostruito la storia del Crocifisso attraverso gli antichi documenti d’archivio; i seminaristi, i canonici e i diaconi, pronti a portare la Parola tra le strade seguendo l’esempio di Cristo. ”Abbiamo il dovere di cambiare, per noi stessi e per i nostri figli, eredi di una città ricca di bellezza e sempre più colma d’amore”. Un ringraziamento va al nostro Pastore, Gualtiero Isacchi, per aver seminato speranza in una Monreale spesso apatica o rassegnata all’idea gattopardiana che nulla possa cambiare. Anche se i festeggiamenti durano pochi giorni, l’auspicio è che questa “festa” continui quotidianamente, priva delle vesti scintillanti dell’apparenza, per puntare a una reale crescita spirituale e culturale.
Il racconto della festa: l’importanza dell’informazione
Un ultimo ringraziamento va ai giornalisti che hanno documentato ogni istante: a Massimo Brizzi e alla troupe di Tele One; alla redazione di Monreale News, con Enzo Ganci e Giuseppe Cangemi; a Monreale Press, con Giorgio Vaiana e il suo staff, a Ina Modica e ai collaboratori di Monreale informat. Grazie a questi canali di comunicazione, Monreale e la sua festa sono entrate nelle case di tutti. Grazie, infine, a ogni singolo cittadino che, pur nell’ombra, ha lavorato e continuerà a farlo per il Bene assoluto dell’Amore condiviso.




