Emissioni non autorizzate e rifiuti bruciati: i carabinieri sequestrano un’officina

Redazione

Regione - A Partinico

Emissioni non autorizzate e rifiuti bruciati: i carabinieri sequestrano un’officina
Al termine dell’ispezione, il titolare, un 43enne, è stato denunciato in stato di libertà

02 Aprile 2026 - 09:12

I Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nipaaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale), insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo, hanno effettuato a Partinico un controllo congiunto presso un’officina di lavorazione meccanica dei metalli. Al termine dell’ispezione, il titolare, un 43enne, è stato denunciato in stato di libertà per la mancanza delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e per la combustione illecita di rifiuti speciali. L’attività, operante nel settore della fabbricazione di porte, finestre, infissi e cancelli metallici e regolarmente iscritta alla Camera di Commercio, è stata sottoposta a verifica ambientale mediante sopralluogo dell’intero opificio e controllo della documentazione necessaria allo svolgimento delle lavorazioni.

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno accertato che all’interno dell’azienda venivano effettuate operazioni di verniciatura, smerigliatura, saldatura e trattamenti superficiali dei metalli: attività per le quali è richiesta la preventiva autorizzazione alle emissioni in atmosfera e il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (Aua). I controlli hanno inoltre evidenziato l’assenza delle necessarie autorizzazioni e la presenza, in un’area esterna dell’officina, di evidenti tracce di combustione di rifiuti speciali, anche pericolosi, presumibilmente derivanti dalle lavorazioni interne, configurando ulteriori violazioni in materia ambientale.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno contestato le ipotesi di reato relative alle emissioni in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione e alla combustione illecita di rifiuti speciali, anche pericolosi. Considerata la necessità di interrompere le condotte illecite e prevenire ulteriori conseguenze, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza di un’area complessiva di circa 250 metri quadrati, comprendente sia il locale interno destinato alle lavorazioni non autorizzate sia l’area esterna utilizzata per la combustione dei rifiuti.

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