Maxi sequestro da 4 milioni: colpiti beni di imprenditore legato alla mafia

Redazione

Regione - L'operazione

Maxi sequestro da 4 milioni: colpiti beni di imprenditore legato alla mafia
L’imprenditore era stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, usura, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti

01 Aprile 2026 - 12:23

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un decreto di sequestro per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di prevenzione – nei confronti di un imprenditore di Sciacca, attivo nel settore della rivendita di prodotti edili e ritenuto vicino alla locale famiglia mafiosa. Il provvedimento arriva al termine di un procedimento di prevenzione avviato sulla base delle risultanze emerse da una precedente inchiesta giudiziaria che, nel luglio 2024, aveva portato all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare e alla disarticolazione del gruppo mafioso operante nella città agrigentina.

Nell’ambito di quell’indagine, l’imprenditore era stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, usura, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Gli accertamenti patrimoniali, svolti su delega della Procura della Repubblica di Palermo e finalizzati a ricostruire la posizione economica del proposto e del suo nucleo familiare, avrebbero evidenziato una costante sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati, ritenuta indicativa di un arricchimento illecito.

Alla luce di tali elementi, il Tribunale ha disposto il sequestro di diversi beni riconducibili all’indagato: una società operante nel settore edile, una villa e due fabbricati situati a Sciacca, un terreno, otto rapporti finanziari e due autoveicoli, per un valore complessivo stimato in circa 4 milioni di euro. L’operazione si inserisce nell’azione di contrasto ai patrimoni di origine illecita condotta dalla Guardia di finanza, con l’obiettivo di colpire le ricchezze accumulate illegalmente, indebolire le organizzazioni criminali e tutelare il sistema economico sano, garantendo condizioni di leale concorrenza per gli imprenditori onesti. Il provvedimento è stato adottato in attesa del contraddittorio tra le parti, che si svolgerà nell’ambito dell’udienza fissata davanti al Tribunale.

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