Rapina da 60 mila euro alle Poste con un falso ordigno: arrestato poco dopo con il bottino

Redazione

Palermo - In via Enrico Toti

Rapina da 60 mila euro alle Poste con un falso ordigno: arrestato poco dopo con il bottino
Il 32enne ha ammesso le proprie responsabilità e ha indicato il punto in cui si era disfatto degli abiti utilizzati durante la rapina

27 Marzo 2026 - 10:55

Ha messo a segno una rapina alle Poste utilizzando un finto ordigno per minacciare i dipendenti, ma è stato fermato poco dopo con oltre 60 mila euro nello zaino. La polizia ha arrestato in flagranza un 32enne palermitano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di rapina aggravata ai danni di un ufficio postale in via Enrico Toti.

Il colpo è avvenuto intorno alle 18.30 di venerdì 20 marzo. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe minacciato i dipendenti mostrando un oggetto avvolto nel nastro isolante, con un display luminoso, simulando la presenza di un ordigno. Con sé aveva anche un telecomando, con il quale sosteneva di poterlo azionare. Sotto minaccia, il personale ha consegnato il denaro custodito nella cassaforte. Subito dopo, il rapinatore ha abbandonato il finto ordigno all’interno dell’ufficio postale ed è fuggito a piedi.

Le ricerche sono partite immediatamente. Gli agenti della Squadra Mobile, grazie alla descrizione fornita, hanno individuato poco dopo un uomo sospetto mentre si allontanava nella zona. Fermato per un controllo, è stato trovato in possesso dello zaino contenente l’intera somma appena rubata: circa 60.580 euro in contanti.

Durante la perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto anche un telecomando compatibile con quello descritto dalle vittime. Il 32enne ha ammesso le proprie responsabilità e ha indicato il punto in cui si era disfatto degli abiti utilizzati durante la rapina, poi sequestrati insieme a un rasoio elettrico utilizzato per modificare il proprio aspetto. Nel frattempo, all’interno dell’ufficio postale, sono intervenuti gli artificieri, che hanno accertato come l’ordigno fosse in realtà un simulacro, realizzato con materiali di fortuna e privo di qualsiasi pericolosità. L’uomo è stato arrestato e, dopo la convalida del fermo, trasferito nel carcere Pagliarelli, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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