Monreale parla europeo. All’istituto comprensivo Guglielmo II ha preso il via una settimana speciale dedicata ai progetti Erasmus+, tra scambi culturali, innovazione didattica e valori condivisi. Dal 1° marzo sono arrivati in città studenti e docenti provenienti da Romania, Turchia, Grecia e Polonia per partecipare alle attività in presenza dei progetti Erasmus+ KA210 “Keep on Playing” e “Connecting European Values with Mythology and Modern Stem”. Per un’intera settimana le aule della scuola si trasformano in spazi di confronto e collaborazione internazionale. In programma workshop su Stem e robotica, laboratori creativi legati al mito e ai valori dell’Unione Europea, presentazioni multimediali e attività cooperative tra studenti italiani e stranieri .
“La nostra scuola in questi giorni parla europeo – spiegano dall’istituto –. Vogliamo costruire una comunità sempre più inclusiva, moderna e consapevole della propria identità europea”. Un aspetto particolarmente significativo è l’ospitalità: alcuni studenti stranieri sono accolti nelle famiglie degli alunni monrealesi, vivendo un’esperienza autentica di scambio culturale. “È un’occasione concreta per migliorare le competenze linguistiche, sviluppare autonomia e vivere i valori di solidarietà e cittadinanza europea”, sottolinea la scuola. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LE FOTO
I progetti puntano a rafforzare il rispetto delle diversità culturali, la cooperazione internazionale, l’innovazione didattica e l’educazione alla sostenibilità, mettendo in dialogo tradizione e modernità, mito e discipline scientifiche. La settimana Erasmus rappresenta anche un’opportunità per valorizzare il territorio. Gli ospiti europei potranno conoscere le bellezze artistiche e culturali di Palermo e Monreale, attraverso visite guidate e momenti di scoperta del patrimonio locale.
La dirigente scolastica Irene Bornelli, ha fortemente sostenuto la partecipazione ai progetti Erasmus+, ribadendo che “Erasmus+ non è solo un progetto, ma un percorso di crescita per tutta la comunità scolastica”. L’istituto conferma così la propria vocazione europea, dimostrando come anche una scuola del territorio possa essere protagonista di un dialogo internazionale fatto di cultura, innovazione e valori condivisi. Per una settimana, l’Europa è a casa nostra.













