Monreale, pensare da scienziati, programmare da ingegneri: la “Guglielmo II” punta sulle Stem

Redazione

Cronaca - L'iniziativa

Monreale, pensare da scienziati, programmare da ingegneri: la “Guglielmo II” punta sulle Stem
Un percorso che ha trasformato l’orientamento in esperienza concreta, dimostrando come la scienza, possa diventare strumento di crescita e scoperta

21 Febbraio 2026 - 10:27

Non un semplice percorso di orientamento, ma un vero viaggio dentro la scienza vissuta in prima persona. Si è concluso con grande partecipazione all’istituto Guglielmo II di Monreale il progetto Stem “Conoscere, sperimentare, orientarsi”, rivolto agli studenti delle classi prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado.

L’iniziativa si è svolta nelle ore pomeridiane e ha avuto come obiettivo quello di aiutare i ragazzi a scegliere con maggiore consapevolezza il proprio percorso futuro, attraverso la scoperta concreta delle discipline Stem – Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – e delle opportunità formative ed economiche offerte dal territorio.

“Non si è trattato di una semplice attività di orientamento – spiegano dalla scuola – ma di un’esperienza immersiva che ha permesso agli studenti di sperimentare direttamente il metodo scientifico, osservare, analizzare e mettersi alla prova”.

Tra i momenti più coinvolgenti, la lezione dedicata al metodo scientifico e al tema delle fake news. Partendo da alcune affermazioni legate al terrapiattismo, gli studenti hanno analizzato dati, esperimenti e leggi fisiche per distinguere tra opinione e prova scientifica. “Nessuna derisione – sottolinea l’istituto – ma un esercizio di pensiero critico, fondamentale per formare cittadini consapevoli”. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LA GALLERY

Grande entusiasmo anche per il laboratorio “Scienziati sulla scena del crimine: il biologo forense”. Il laboratorio si è trasformato in una vera scena investigativa: gli studenti, nei panni di giovani biologi forensi, hanno raccolto indizi, analizzato impronte digitali, svolto un’estrazione didattica del dna, eseguito esperimenti di cromatografia e ricostruito i fatti attraverso ipotesi e verifiche. “Un’esperienza che ha acceso curiosità e fatto conoscere una professione Stem concreta, sviluppando logica, spirito di osservazione e lavoro di squadra”, spiegano ancora dalla scuola.

Particolarmente suggestiva la lezione “Dall’incontro dei gameti alla nascita di una nuova vita: la fecondazione del riccio di mare”. L’osservazione dei processi cellulari ha consentito agli studenti di comprendere come dalla fusione di due cellule si avvii un processo complesso e ordinato. Un momento di scienza autentica, capace di lasciare il segno.

Spazio anche alla tecnologia con il laboratorio “Programmare un robot: pensare come un ingegnere”. Attraverso la robotica educativa con mBot2, gli alunni si sono cimentati nel coding e nel pensiero computazionale, programmando il robot per muoversi ed evitare ostacoli grazie ai sensori. “Tra prove ed errori – evidenziano dalla scuola – i ragazzi hanno compreso che dietro ogni risultato ci sono metodo, collaborazione e perseveranza”.

Il progetto è stato coordinato dalle professoresse Daniela Bellomonte e Luigia Maenza, con il contributo delle docenti Maria Grazia Scognamiglio, Rosaria Sottile, Mariangela Rispetta, Debora Saverino e Maria Corleone, sotto la supervisione della professoressa Liliana La Rocca e con il supporto dell’assistente amministrativa Vera Guardì. Un percorso che ha trasformato l’orientamento in esperienza concreta, dimostrando come la scienza, quando si vive in laboratorio, possa diventare strumento di crescita e scoperta per i più giovani.

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