Dipendenti sfruttati e costretti a restituire parte dello stipendio: arrestato imprenditore

Redazione

Regione - Partinico

Dipendenti sfruttati e costretti a restituire parte dello stipendio: arrestato imprenditore
Il blitz della Guardia di Finanza, l'uomo è accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione

19 Febbraio 2026 - 09:10

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, disponendo gli arresti domiciliari nei confronti di un noto imprenditore. L’uomo è indagato per aver sottoposto i propri dipendenti a condizioni di sfruttamento. Complessivamente sono due le persone denunciate dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Partinico: il datore di lavoro, rappresentante legale della società coinvolta, e un suo stretto collaboratore. Le accuse contestate sono sfruttamento del lavoro ed estorsione.

L’indagato principale amministra una società operante nel settore della lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli, successivamente destinati alla commercializzazione nelle principali catene della grande distribuzione della provincia di Palermo. Le indagini, coordinate dal secondo dipartimento “Tutela vittime vulnerabili” della Procura di Palermo, avrebbero fatto emergere un sistema di presunti abusi nei confronti dei lavoratori. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero state adottate prassi aziendali in contrasto con la normativa vigente in materia di rapporti di lavoro subordinato, sfociate in alcuni casi in condizioni di vero e proprio sfruttamento.

Tra le irregolarità accertate figurerebbero violazioni relative alla concessione di ferie e riposi settimanali, oltre a gravi difformità in materia di retribuzione. In alcuni casi, infatti, gli stipendi corrisposti sarebbero risultati inferiori fino al 50% rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria. Non solo. Le Fiamme Gialle avrebbero documentato anche episodi in cui i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti una parte del proprio stipendio, già ridotto, per restituirla al datore di lavoro.

Il quadro complessivo delineato dagli investigatori evidenzierebbe un modello organizzativo fondato sull’approfittamento dello stato di bisogno dei dipendenti, molti dei quali versavano in condizioni di vulnerabilità economica e sociale, tali da indurli ad accettare condizioni di lavoro ritenute inique pur di garantire il sostentamento delle proprie famiglie.

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