Amap, c’è l’ok dopo le analisi: le acque del fiume Oreto nella rete idrica cittadina

Redazione

Palermo - Lagalla: "Svolta storica"

Amap, c’è l’ok dopo le analisi: le acque del fiume Oreto nella rete idrica cittadina
Le analisi batteriologiche effettuate dall’Asp competente hanno confermato l’esito positivo atteso da Amap

10 Febbraio 2026 - 10:52

Le acque del fiume Oreto, dopo oltre vent’anni, torneranno a entrare nel circuito della distribuzione idrica di Palermo. Le analisi batteriologiche effettuate dall’Asp competente hanno infatti confermato l’esito positivo atteso da Amap dopo mesi di valutazioni e prove di laboratorio interne. “Un risultato di cui dobbiamo andare fieri – sottolinea il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – che premia la qualità del progetto di Amap, capace di creare le condizioni opportune per restituire alla città una risorsa strategica. È ancora più significativo che ciò avvenga in un periodo di emergenza idrica”. La portata garantita che sarà immessa in rete già nei prossimi giorni è pari a 100 litri al secondo, ma in condizioni particolarmente favorevoli potrà raggiungere anche i 200 litri al secondo.

“Abbiamo completato i lavori ai nuovi filtri a carbone attivo dell’impianto di potabilizzazione “Gabriele”, finanziati dalla Cabina di Regia regionale – spiega Giovanni Sciortino, amministratore unico di Amap – portando così a compimento l’iter di autorizzazione per l’uso dell’acqua dell’Oreto a fini idropotabili. Si tratta di una svolta epocale per il sistema di approvvigionamento idrico di Palermo, che si inserisce nel più ampio percorso di riqualificazione ambientale dell’intero bacino fluviale”. In questo contesto sono già stati affidati i lavori per l’installazione del modulo compatto di ultrafiltrazione dei reflui della frazione di Pioppo, un intervento che consentirà di eliminare lo sversamento dei reflui nel fiume e, in prospettiva, di incrementare la portata prelevata dall’Oreto fino a 250-300 litri al secondo.

Il progetto Oreto rientra nel piano strategico avviato da Amap negli ultimi quindici mesi per ridurre il rischio di dipendere esclusivamente dai tradizionali bacini di approvvigionamento – Poma, Scanzano, Presidiana e Piana degli Albanesi – le cui disponibilità sono state messe a dura prova da una siccità che persiste da oltre due anni. Per fronteggiare l’emergenza idrica sono stati inoltre attivati i pozzi De Caro, Lo Verde, Lo Porto, Zucco, La Russa, Morello 3 e Morello 4, per una portata nominale complessiva di circa 250 litri al secondo. “È necessario precisare – prosegue Sciortino – che, a causa del protrarsi delle condizioni siccitose, anche i livelli delle falde sotterranee continuano ad abbassarsi. Per questo motivo, sulla base dei dati di monitoraggio, si è reso necessario ridurre i prelievi per salvaguardare l’integrità dei corpi idrici e preservare la funzionalità dei pozzi. Attualmente il prelievo dalle nuove fonti è stato ridotto a circa 180 litri al secondo. Ulteriori 100 litri al secondo saranno garantiti dal modulo sperimentale del potabilizzatore di Presidiana, in attesa della consegna dell’opera definitiva”. Su questo fronte arriva un’ulteriore notizia positiva: i lavori procedono secondo il cronoprogramma aggiornato, che prevede la consegna del potabilizzatore di Presidiana entro giugno 2026. A regime, l’impianto garantirà un apporto di circa 400 litri al secondo.

Parallelamente, Amap è impegnata nel potenziamento della rete di distribuzione per ridurre le perdite idriche. Si è già conclusa la realizzazione della nuova rete del quartiere Boccadifalco, con la sostituzione integrale delle tubazioni principali, degli allacci d’utenza e dei contatori. È inoltre in fase di realizzazione l’intervento denominato “Destra Oreto”, finanziato con fondi del Pnrr, che interesserà la rete idrica particolarmente vetusta della zona meridionale di Palermo. L’opera consentirà di ridurre sensibilmente le perdite, soprattutto nel distretto Brancaccio-Romagnolo, da anni soggetto a turnazioni a giorni alterni. Il completamento dell’intervento, previsto entro la metà dell’anno, permetterà l’alimentazione idropotabile continua dei distretti di Bonagia, Romagnolo, Croceverde Giardini e Brancaccio. L’intero progetto, tra nuove infrastrutture e sottoreti, porterà benefici a una popolazione di circa 370 mila abitanti.

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