Reati contro gli animali, Palermo prima in Italia per numero di minori indagati: l’allarme della Lav

Redazione

Regione - Il rapporto Zoomafia della Lav

Reati contro gli animali, Palermo prima in Italia per numero di minori indagati: l’allarme della Lav
Sei i ragazzi coinvolti in tre procedimenti, secondo il Rapporto Zoomafia

30 Ottobre 2026 - 14:41

Palermo è la provincia italiana con il maggior numero di minorenni indagati per reati contro gli animali. È quanto emerge dal Rapporto Zoomafia 2026 della Lav, che ha analizzato i dati relativi al 2025. Secondo quanto comunicato dall’associazione, la Procura per i Minorenni di Palermo ha registrato quattro procedimenti penali, tre dei quali con un totale di sei ragazzi indagati per maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Un dato che desta preoccupazione e che si inserisce in un quadro più ampio di criminalità ai danni degli animali in Sicilia.

Nel dettaglio, alla Procura per i Minorenni di Palermo risultano due procedimenti per maltrattamento di animali, con quattro indagati, e uno per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, con altri due indagati. A questi si aggiunge un procedimento contro ignoti per uccisione di animali.

“Desta preoccupazione il fatto che la Procura per i Minorenni di Palermo sia quella con il maggior numero di ragazzi indagati in Italia per reati contro gli animali”, afferma Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav.

Il dato palermitano assume particolare rilievo anche nel confronto con le altre Procure minorili siciliane. A Catania, nel 2025, è stato registrato un procedimento con due indagati per corse clandestine di cavalli, mentre a Messina risulta un procedimento con un indagato per uccisione di animali.

Palermo, 102 procedimenti e 135 indagati nel 2025

Per quanto riguarda la Procura ordinaria di Palermo, il Rapporto Zoomafia segnala 102 procedimenti penali e 135 persone indagate per reati contro gli animali nel corso del 2025. Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione: nel 2024 i procedimenti erano stati 138 e gli indagati 140. Il calo è quindi del 26,08% per i fascicoli aperti e del 3,57% per le persone indagate.

A livello regionale, invece, la situazione è diversa. Secondo il rapporto, presentato a Ragusa, in Sicilia sono aumentati sia i procedimenti penali sia, soprattutto, gli indagati. Dal confronto tra le 12 Procure che hanno trasmesso dati relativi a entrambi gli anni, emerge un incremento del 3,33% dei procedimenti e del 37,65% degli indagati.

Complessivamente, sulla base dei dati disponibili, nel 2025 in Sicilia si contano almeno 635 procedimenti penali e 639 indagati per reati contro gli animali. Si tratta però di un quadro parziale, poiché hanno risposto alla rilevazione 13 Procure ordinarie su 20, pari al 65% del totale.

Tra gli uffici giudiziari che hanno trasmesso i dati, Catania registra il maggior numero di procedimenti e indagati, rispettivamente 174 e 280. Seguono Palermo, con 102 procedimenti e 135 indagati, e altri territori siciliani nei quali emergono situazioni differenti.

Corse clandestine, combattimenti tra cani e traffico di animali

Il ventisettesimo Rapporto Zoomafia, redatto da Ciro Troiano e realizzato con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto, analizza le principali forme di sfruttamento criminale degli animali. Tra i fenomeni esaminati figurano le corse clandestine di cavalli, i combattimenti tra cani, il traffico illecito di cuccioli, il bracconaggio organizzato, la pesca di frodo, le macellazioni clandestine e l’utilizzo degli animali per intimidazioni o altre attività criminali.

“In Sicilia sono presenti diverse forme di sfruttamento e maltrattamento organizzato degli animali riconducibili alla criminalità, tra cui le corse clandestine di cavalli, un fenomeno particolarmente preoccupante”, spiega Troiano.

Il responsabile dell’Osservatorio Zoomafia sottolinea inoltre che anche le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia hanno segnalato casi di coinvolgimento della criminalità organizzata in attività legate allo sfruttamento degli animali. Il rapporto è stato presentato al Centro Polifunzionale Interculturale di Ragusa, alla presenza di rappresentanti della Lav, delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

Durante l’incontro è stata presentata anche l’edizione 2026 del manuale giuridico Il diritto degli animali, realizzato dalla Lav in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. Il volume, di quasi mille pagine e con il contributo di 37 autori, approfondisce gli aspetti normativi, investigativi e veterinari legati alla tutela degli animali. L’obiettivo del rapporto e del manuale è fornire strumenti per conoscere e contrastare i reati contro gli animali, un fenomeno che, secondo la LAV, continua a rappresentare un problema significativo anche in Sicilia.

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