Anche alla luce delle tensioni che attraversano il mondo giovanile, il confronto ha posto al centro il bisogno di ascolto e di relazioni educative affidabili. La IeFP può offrire una risposta attraverso percorsi nei quali l’apprendimento di un mestiere si accompagna alla valorizzazione delle capacità personali e alla costruzione dell’autonomia.
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha richiamato la responsabilità di raggiungere chi rischia di restare escluso. Nel riferimento a Don Bosco e all’educazione come “cosa di cuore”, ha sottolineato il valore di una relazione capace di riconoscere le potenzialità delle persone e accompagnarle verso nuove opportunità.
L’europarlamentare Elena Donazzan ha invitato a far conoscere alle istituzioni il lavoro quotidiano dei centri: “Non stanchiamoci mai di raccontare il bello che noi siamo”. Un richiamo al riconoscimento della formazione professionale nelle scelte pubbliche ed europee, valorizzando il legame con Regioni, imprese e territori.
I messaggi della ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone e del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti hanno evidenziato il ruolo della formazione per occupazione, inclusione e competitività, anche nella prospettiva della programmazione europea 2028-2034.
Dal Seminario arrivano richieste precise: finanziamenti certi, programmazione pluriennale, aggiornamento dell’offerta e opportunità formative accessibili in tutto il Paese. “E’ l’Italia che ha bisogno della IeFP”, ha sintetizzato don Giuliano Giacomazzi.
Nelle conclusioni, suor Manuela Robazza ha invitato a “togliere il velo dell’invisibilità dalla IeFP”, trasformando il confronto in impegno quotidiano. L’obiettivo è riconoscere e sostenere una componente fondamentale del sistema educativo e produttivo, capace di dare ai giovani competenze e fiducia nel futuro.
– foto Fondazione CIOFS-FP ETS –
(ITALPRESS).




