Mafia, 25 arresti tra Catania e Siracusa. Procuratore Curcio a imprenditori “Denunciate, lo Stato è con voi” / Video

Redazione

Sicilia by Italpress

Mafia, 25 arresti tra Catania e Siracusa. Procuratore Curcio a imprenditori “Denunciate, lo Stato è con voi” / Video

24 Settembre 2026 - 14:17

CATANIA (ITALPRESS) – Un’alleanza criminale radicata tra le province di Catania e Siracusa, in grado di soffocare l’economia legale e controllare il territorio con metodi spietati. È il quadro dell’operazione antimafia condotta dai Carabinieri di Siracusa e dalla Guardia di Finanza di Catania, che ha portato all’esecuzione di venticinque misure cautelari. Al centro dell’inchiesta il clan Nardo di Lentini, storicamente legato alla famiglia di Cosa Nostra Santapaola-Ercolano. I clan avevano allungato le mani sulla filiera agroalimentare, condizionando il trasporto e la commercializzazione degli agrumi, imponendo la guardiania abusiva alle imprese edili e persino controllando lo smaltimento dei residui delle arance. Non solo estorsioni e appalti. Le indagini hanno svelato un secondo gruppo criminale dedicato al traffico transnazionale di droga, con ingenti importazioni di cocaina, marijuana e hashish dalla Spagna. A testimoniare la pericolosità del sodalizio, anche la brutalità dei metodi: dall’incendio di escavatori nei cantieri stradali, fino al mettere tra le mani di un bambino di 5 anni una pistola. L’imponente blitz, che ha visto impiegati oltre 250 militari con elicotteri e unita cinofile, ha colpito anche il cuore economico del sodalizio: eseguito infatti un sequestro preventivo di beni, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 5,5 milioni di euro. Fondamentali la collaborazione iniziale di un collaboratore di giustizia, che bene conosceva l’attività del clan Nardo.

PROCURATORE CURCIO AGLI IMPRENDITORI “DENUNCIATE, LO STATO E’ CON VOI”

“Chi si ritiene un democratico liberale non può che considerare questi come reati che attentano proprio al cuore del sistema economico, perché non si è più liberi di decidere a chi vendere, come vendere e attraverso quali mezzi e strumenti”. Lo ha detto il Procuratore di Catania, Francesco Curcio, commentando l’operazione antimafia che ha portato all’arresto di 25 persone indagate a vario titolo anche per associazione mafiosa, estorsione e riciclaggio.

“È molto grave che non vengano denunciati immediatamente abusi e queste angherie” ha proseguito il Procuratore “perché bisogna che gli imprenditori si convincano del fatto che lo Stato è sempre al loro fianco. Se vengono fatte le denunce, viene garantita la protezione a chi denuncia. Ma bisogna denunciare anche perché, se non lo si fa, se si è conniventi con questo sistema ù sia pure subendo l’intimidazione sono previste delle misure di prevenzione che possono arrecare ulteriori danni alle imprese che subiscono questi reati”.

Curcio ha lanciato un appello diretto, a margine della conferenza stampa organizzata al Palazzo di Giustizia di Catania: “Io chiedo a tutti gli imprenditori di prendere coscienza e di ribellarsi a questo sistema, e assicuro che il mio ufficio e le forze di polizia garantiranno la massima protezione a chi metterà fine a questa forma di tassazione parallela, del tutto indebita, fatta dalla mafia”. Infine, ha descritto la gravità della situazione emersa dalle indagini: “Purtroppo ci sono casi di soggetti che pagavano quarant’anni fa e adesso abbiamo scoperto che continuano a pagare. È una cosa veramente incredibile, raccapricciante. C’è anche molta violenza in questo contesto: oltre a queste attività che hanno un riflesso immediatamente economico, vi è un’attività d’intimidazione, di scorrerie anche in pieno giorno in alcuni centri abitati. In un caso si è arrivati addirittura a mettere un’arma nelle mani di un bambino di circa cinque o sei anni, dicendogli che quello sarebbe stato il suo strumento di lavoro”.

– foto da video xo5/Italpress –

(ITALPRESS).

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