Carlo Alberto Dalla Chiesa, 44 anni fa la strage mafiosa di via Isidoro Carini

Redazione

Palermo - L'anniversario

Carlo Alberto Dalla Chiesa, 44 anni fa la strage mafiosa di via Isidoro Carini
A rappresentare il Governo a Palermo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

03 Settembre 2026 - 10:41

Sono passati 44 anni dall’omicidio del prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, uccisi la sera del 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, a Palermo.

La strage mafiosa compiuta da Cosa nostra rappresenta ancora oggi una delle pagine più drammatiche e simboliche della lotta alla criminalità organizzata. “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti“, recitava un manifesto apparso per le vie di Palermo pochi giorni dopo la strage di via Carini. Dalla Chiesa da giovane ufficiale dei carabinieri era stato a Corleone e poi a Palermo tra gli anni ’60 e ’70. Cosa Nostra sapeva perfettamente che, da Prefetto di Palermo, il generale avrebbe ingaggiato una lotta serrata al crimine organizzato. Per questo la decisione dei corleonesi di ucciderlo.

Nel capoluogo siciliano si tengono commemorazioni, momenti di riflessione e iniziative istituzionali, così come in altre città. A rappresentare il Governo a Palermo è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accompagnato dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

“Carlo Alberto dalla Chiesa rappresenta ancora oggi una testimonianza concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia – ha detto il presidente della Regione -. La sua fedeltà ai valori dello Stato resta un modello che deve continuare a ispirare, ogni giorno, chi opera nelle istituzioni. Con la stessa gratitudine ricordiamo la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che condivisero con lui un percorso umano e professionale. È anche grazie all’impegno del generale dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. Ed è proprio seguendo il suo esempio che continuiamo a mantenere alta la guardia”, ha concluso Schifani.

Alla cerimonia sul luogo dell’attentato anche l’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (Usic). “Essere qui oggi è un dovere morale e istituzionale. Il sacrificio del Generale dalla Chiesa e di chi lo affiancava rappresenta una guida immutabile nell’impegno quotidiano contro la criminalità e per la tutela della legalità. L’Usic si stringe attorno ai familiari delle vittime, rinnovando la memoria di un esempio di coraggio e senso dello Stato che continua a vivere in ogni carabiniere”.

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