Il sistema di monitoraggio è stato realizzato gradualmente dal Centro municipale di monitoraggio ecologico e ambientale di Pechino, una delle prime istituzioni cinesi per il monitoraggio ecologico e ambientale, responsabile del controllo dell’aria, dell’acqua, del rumore, del suolo e degli ecosistemi della capitale. Il centro ha sviluppato un sistema analitico in grado di identificare circa 125 componenti del PM2,5, coprendone la maggior parte della composizione e aiutando i ricercatori a risalire alle fonti dell’inquinamento. “L’analisi delle fonti ci aiuta a individuare i principali responsabili dell’inquinamento nelle diverse fasi, fornendo ai decisori una base scientifica per intervenire sulle principali fonti di emissione”, ha dichiarato Li Yunting, direttore tecnico del centro. Sotto il coordinamento dell’Ufficio municipale per l’ecologia e l’ambiente di Pechino, il centro ha condotto insieme ad altre istituzioni quattro cicli di studi sulle fonti del PM2,5, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2025. L’analisi più recente ha mostrato che il trasporto regionale ha contribuito per il 57% all’inquinamento da PM2,5 di Pechino. Tra le fonti locali, responsabili del restante 43%, le emissioni dei veicoli e quelle residenziali rappresentavano le quote maggiori, una caratteristica peculiare di una grande metropoli internazionale.
I risultati del monitoraggio hanno fornito un sostegno scientifico a una serie di misure di controllo dell’inquinamento. Pechino, ad esempio, ha promosso i veicoli a nuova energia per ridurre le emissioni dei trasporti e ha adottato tecniche avanzate, tra cui strutture a membrana sostenute dall’aria, per contenere le emissioni di polveri. Nel frattempo, l’inquinamento prodotto dalla combustione del carbone, un tempo tra i principali fattori, è stato quasi eliminato e non figura più tra le fonti principali. Ciò riflette gli sforzi più ampi compiuti a livello nazionale per ridurre il consumo di carbone, promuovere l’energia pulita e ammodernare le industrie altamente inquinanti. Ora che le concentrazioni di PM2,5 si attestano su livelli relativamente bassi, ulteriori miglioramenti della qualità dell’aria dipenderanno da approcci più mirati e basati sulla scienza.
Oltre al monitoraggio dell’inquinamento, Pechino ha costruito un sistema di governance ambientale basato sui dati, che collega monitoraggio, regolamentazione e applicazione delle norme in un circuito chiuso, dal rilevamento all’intervento fino alla successiva valutazione. Sviluppato dal centro e noto come innovativo modello di collegamento tra regolamentazione, monitoraggio e ispezione, il sistema integra intelligenza artificiale, Internet delle cose, telerilevamento satellitare e tecnologie di monitoraggio a bordo dei veicoli, riunendo su un’unica piattaforma dati ambientali provenienti da più fonti.
“Il sistema riunisce su un’unica piattaforma informazioni che in precedenza erano distribuite tra diversi dipartimenti”, ha dichiarato Zhang Likun, direttore della divisione per i sistemi intelligenti del centro. Secondo Zhang, ciò consente di effettuare controlli a distanza e azioni congiunte tra diversi settori, tra cui edilizia abitativa, risorse idriche e trasporti, migliorando sensibilmente l’efficienza e la precisione della gestione ambientale. Utilizzando più di 30 algoritmi intelligenti, la piattaforma analizza automaticamente i dati e individua potenziali rischi di inquinamento. Su questa base, il personale addetto al monitoraggio identifica i problemi più urgenti e li trasmette ai dipartimenti responsabili dell’applicazione delle norme. L’approccio ha già attirato l’attenzione internazionale. Clean Air Asia, un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nel miglioramento della qualità dell’aria in Asia, ha presentato il sistema come caso di studio rappresentativo nel rapporto “China Air 2025”. Il modello è stato inoltre illustrato alla Better Air Quality Conference 2026 e ha ricevuto il Certificate for Clean Air Best Practice Sharing. La Cina ha integrato la tutela ecologica nel proprio percorso di modernizzazione. Mentre il Paese accelera gli sforzi nell’ambito dell’iniziativa Beautiful China, l’esperienza di Pechino dimostra come la tecnologia possa sostenere una governance ambientale più precisa, coordinata e sostenibile.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).




