Dispositivi medici con documenti falsi venduti agli ospedali: indaga la Guardia di Finanza

Redazione

Palermo - Distribuiti in tutta Italia

Dispositivi medici con documenti falsi venduti agli ospedali: indaga la Guardia di Finanza
Indagato il legale rappresentante di una società, per truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico e falsità materiale commessa da privato

17 Luglio 2026 - 09:15

Duecentocinquantanove tipologie di dispositivi medici, distribuiti a strutture sanitarie pubbliche e private in tutta Italia, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Palermo perché ritenute prive delle necessarie certificazioni di conformità e sicurezza. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo su disposizione del Gip del Tribunale del capoluogo.

L’inchiesta vede indagato il legale rappresentante di una società che opera nel commercio all’ingrosso di articoli medicali, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico e falsità materiale commessa da privato.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, sono partite dall’analisi di due dispositivi destinati alla diagnostica per immagini, forniti all’Azienda sanitaria provinciale di Palermo e distribuiti, a partire dal 2021, nei diversi ospedali del territorio. Gli investigatori hanno accertato che uno dei due prodotti non risultava registrato nella banca dati nazionale del Ministero della Salute, mentre l’altro era stato inserito sulla base di documentazione falsa, ritenuta non idonea a certificarne la conformità tecnica e la sicurezza.

Secondo quanto ricostruito, la società avrebbe falsamente dichiarato di essere il produttore dei dispositivi, allegando un certificato di conformità che in realtà apparteneva a un’azienda cinese e non era riferibile ai prodotti commercializzati. Inoltre, sulle etichette sarebbero stati apposti il logo della stessa società come fabbricante e i riferimenti a organismi di certificazione tedeschi, che hanno successivamente smentito qualsiasi rapporto con l’azienda.

Gli accertamenti sono stati quindi estesi a tutta la produzione commercializzata dalla società, consentendo di individuare altre 257 tipologie di dispositivi medici, tra cui siringhe per infusione e irrigazione, sistemi per la raccolta delle urine, strumenti per il monitoraggio della pressione arteriosa, apparati tubolari e deflussori, che sarebbero stati registrati mediante documentazione tecnica e certificazioni predisposte fraudolentemente per eludere la normativa vigente.

Le verifiche contabili hanno inoltre fatto emergere rapporti commerciali con oltre 50 strutture sanitarie pubbliche e private distribuite su tutto il territorio nazionale e con circa 30 operatori del settore, ai quali sarebbero stati forniti dispositivi medici per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

Gli esiti delle indagini sono stati trasmessi al Ministero della Salute, che ha disposto l’interruzione della commercializzazione dei dispositivi registrati dalla società, la cancellazione degli stessi dalla banca dati nazionale e la sospensione immediata dell’utilizzo degli eventuali prodotti ancora presenti nelle strutture sanitarie italiane. L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, rientra nelle attività di contrasto alle frodi in danno del Servizio sanitario nazionale e di tutela della salute pubblica.

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