“La qualità di un contratto collettivo non si misura sulla notorietà delle sigle firmatarie, ma sulla solidità delle tutele, sulla coerenza dell’impianto contrattuale e sulla capacità di produrre effetti concreti e verificabili”, è la linea indicata nel volume. Il libro nasce come guida pratica per imprese, consulenti, professionisti, HR e pubbliche amministrazioni, ma anche come intervento culturale nel confronto sul pluralismo contrattuale. “L’equivalenza delle tutele è una soglia minima di serietà, non il traguardo”, è uno dei passaggi chiave: l’obiettivo è andare oltre la mera assenza di peggioramenti e promuovere contratti capaci di sostenere welfare, bilateralità, formazione continua, occupabilità e competitività. Il CCNL intersettoriale CIFA-CONFSAL viene utilizzato come caso di studio per mostrare come un contratto possa essere analizzato attraverso parametri economici e normativi: retribuzione, orario, part-time, prova, preavviso, comporto, malattia, maternità, permessi, bilateralità, previdenza e sanità integrativa. Secondo l’analisi di Adalberto Perulli, la disciplina aggiornata del CCNL CIFA-CONFSAL “non determina dumping contrattuale o salariale” e può superare il giudizio di equivalenza in una gara pubblica d’appalto, sulla base di una valutazione complessiva delle tutele. Il volume distingue così tra contrattazione di qualità e contrattazione al ribasso. “Il pluralismo contrattuale non coincide con il dumping”, è la tesi che attraversa il libro: ciò che conta è la verifica effettiva dei contenuti, non l’appartenenza preventiva a un perimetro reputazionale. La parte finale offre anche strumenti operativi, tra cui una linea guida, una tavola sinottica comparativa e un modello di dichiarazione di equivalenza CCNL.
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