A 44 anni dall’uccisione Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo

Redazione

Palermo - L'anniversario

A 44 anni dall’uccisione Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo
I due furono assassinati dalla mafia il 30 aprile 1982

30 Aprile 2026 - 11:49

Una cerimonia che non si limita al ricordo formale, ma diventa occasione di riflessione sul presente e sul futuro della lotta alla mafia. In via Li Muli, a Palermo, nel 44esimo anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, istituzioni, rappresentanti politici e cittadini si sono riuniti davanti alla lapide che ne conserva la memoria. I due furono assassinati dalla mafia il 30 aprile 1982. Un appuntamento che quest’anno assume un significato ancora più profondo, poiché coincide anche con i cinquant’anni dalla relazione antimafia che contribuì a ridefinire gli strumenti normativi contro Cosa Nostra, sfociando nella legge Legge Rognoni-La Torre, ancora oggi uno dei capisaldi nella lotta alla criminalità organizzata.

Le dichiarazioni

“Oggi Palermo ricorda Pio La Torre e questo significa interrogarsi sul senso profondo della sua battaglia: una lotta che non si è limitata alla denuncia della violenza mafiosa, ma che ha avuto il coraggio di colpire il cuore del potere criminale, seguendo il filo dei patrimoni, delle connessioni, delle complicità. La Torre ha cambiato il modo in cui lo Stato guarda alla mafia, trasformando l’indignazione in strumenti concreti di giustizia. Ma in quel 30 aprile non fu colpito solo un dirigente politico e sindacale di straordinaria lucidità. In quell’agguato fu spezzata anche la vita di Rosario Di Salvo, uomo delle istituzioni e della quotidiana fedeltà, che accanto a La Torre svolgeva il suo lavoro con dedizione e senso del dovere.
Palermo oggi ha il dovere di custodire entrambe queste eredità, traducendole in azioni quotidiane, in scelte amministrative, in educazione civica. Non possiamo limitarci alla commemorazione. Dobbiamo misurare la distanza tra il loro sacrificio e il presente, e colmarla con responsabilità”, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

“Come ogni anno ho partecipato alla commemorazione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo e oggi ho anche avuto l’onore e l’onere di farlo in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Palermo, ha dichiarato l’assessore Fabrizio Ferrandelli -. Per me, che detengo la delega all’abitare sociale, onorare La Torre significa soprattutto adempiere fino in fondo al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, assegnando case a chi ne ha più bisogno. È una battaglia ancora attuale. Proprio oggi sento il dovere di ribadire che il nostro impegno deve essere massimo e condiviso con tutte le istituzioni e con la società civile. La criminalità, infatti, tenta ancora di mantenere il controllo delle abitazioni attraverso occupazioni abusive o minacce ai nuovi assegnatari, anche dopo la confisca. Nella nostra azione quotidiana siamo impegnati a riaffermare quei valori, affinché il sacrificio di Pio e Rosario non sia vano. Questo, per me – ha concluso Ferrandelli – è il modo più concreto di onorarne la memoria: come amministratore locale e come ex vicepresidente della Commissione regionale antimafia, la stessa in cui La Torre operava e costruiva strumenti legislativi di contrasto”.

“Ricordare Pio La Torre e Rosario Di Salvo 44 anni dopo quel 30 aprile del 1982 non è soltanto un atto di memoria nei confronti di due uomini che con il loro sacrificio hanno contribuito a cambiare la Sicilia, ma vuol dire anche riconoscere la validità di un metodo di contrasto alle mafie. Oggi abbiamo l’obbligo di pensare a quei valori e a quel metodo per capire come combattere una mafia che torna a fare sentire la sua inquietante presenza attraverso l’uso delle armi e che condiziona attraverso la corruzione, la vita pubblica”.

Lo ha detto il Presidente della commissione Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, intervenendo alle manifestazioni in ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, iniziate prima in via Li Muli, a Palermo, luogo dell’agguato, poi al Giardino intitolato a Rosario Di Salvo, di via Nazario Sauro, nel quartiere Noce, e infine all’istituto ‘Pio La Torre’ per le iniziative con gli studenti che hanno partecipato al progetto educativo antimafia del centro studi Pio La Torre. “La corruzione è la grave emergenza di oggi e la nuova sfida – ha aggiunto Cracolici – perché alla luce di quanto sta succedendo la strumentazione legislativa appare insufficiente: è evidente che alcuni pezzi dello Stato sono inermi nei confronti del metodo corruttivo”. 

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