Schifani “Attraverso i termovalorizzatori sfida sia tecnologica che culturale”

Redazione

Sicilia by Italpress

Schifani “Attraverso i termovalorizzatori sfida sia tecnologica che culturale”

10 Aprile 2026 - 14:47

PALERMO (ITALPRESS) – Un futuro tutto da scrivere in uno scenario globale assolutamente incerto, ma la strada tracciata in Sicilia è quella giusta: è quanto emerge dall’incontro ‘Oltre le rinnovabili. Le nuove frontiere dell’energia tra sicurezza, industria e transizione’, organizzato presso la Camera di Commercio Palermo-Enna alla presenza del governatore regionale Renato Schifani.

L’evento si è articolato in due sessioni: una prima incentrata sul mix energetico necessario all’Italia per il futuro e una seconda sulle sfide della transizione energetica e della politica industriale dell’energia. Il primo intervento messo in campo dalla Regione è quello relativo ai termovalorizzatori, che però sono solo un piccolo tassello di un programma più ampio che va ben oltre la scadenza del mandato, prevista nel 2027. Tra gli altri aspetti affrontati il ricorso al nucleare e all’idrogeno come soluzioni concrete per il futuro energetico tanto della Sicilia quanto del Mezzogiorno e dell’Italia. A coordinare i lavori il presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna Alessandro Albanese: presenti anche la presidente di Enea Francesca Mariotti, il direttore generale di Fs Engineering Dario Lo Bosco, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, il dirigente generale della Protezione civile Sicilia Salvo Cecina e il presidente di Confindustria Sicilia Diego Bivona.

“Spesso pensiamo ai rifiuti come qualcosa da eliminare più velocemente possibile, quasi con fastidio, ma in realtà rappresentano una vera e propria risorsa energetica ed economica – sottolinea Schifani, – Negli ultimi anni è cambiato profondamente il modo di vederli, perché non si parla più solo di smaltimento ma anche di recupero e valorizzazione, all’interno di un modello chiamato economia circolare in cui tutto ciò che scartiamo può essere riutilizzato o trasformato. Riciclare significa trasformare un rifiuto in una nuova materia prima, pronta per essere riutilizzata: questo consente un enorme risparmio di energia rispetto alla produzione. Il riciclo porta anche altri benefici: riduce le emissioni di anidride carbonica, diminuisce l’inquinamento e limita l’uso delle discariche; esso dunque è la strategia migliore dal punto di vista sia ambientale che energetico, ma funziona bene solo se a monte c’è una raccolta differenziata efficace e fatta correttamente dai cittadini. Non tutti i rifiuti possono essere riciclati naturalmente: ci sono materiali che non possono essere recuperati ed è qui che entra in gioco il Combustibile solido secondario (Css, ndr), ottenuto dal trattamento dei rifiuti non pericolosi. Questi vengono selezionati, triturati, essiccati, trasformati in un materiale con potere calorifero: questo combustibile viene utilizzato soprattutto nei cementifici o in alcuni impianti industriali al posto di combustibili tradizionali come carbonio e petrolio. I vantaggi sono tanti: recupero di energia da rifiuti altrimenti inutilizzabili, riduzione dell’uso di combustibili fossili, minore impatto ambientale rispetto alla discarica”.

Accanto a questo metodo, aggiunge il governatore regionale, c’è quello della “termovalorizzazione, che consiste nella combustione controllata dei rifiuti per produrre energia sotto forma di elettricità e calore: negli impianti moderni i rifiuti vengono bruciati ad alte temperature e il calore prodotto viene utilizzato per generare vapore, che a sua volta aziona turbine per produrre energia elettrica. I vantaggi principali li conosciamo: riduzione del volume di rifiuti fino al 90%, produzione di energia, diminuzione del ricorso alle discariche. Quando mi sono insediato e ho chiesto a Meloni e al ministro Pichetto Fratin di nominarmi commissario straordinario alla realizzazione dei termovalorizzatori, lui ha voluto che ricoprissi lo stesso ruolo per il Piano rifiuti perché la Sicilia non ne aveva uno e non potevamo fare i termovalorizzatori: abbiamo impiegato un anno per realizzarlo, approvarlo e pubblicarlo è oggi finalmente la Sicilia può lavorare sulla loro realizzazione a Palermo e Catania. Gli obiettivi del Piano rifiuti sono raggiungere il 65% di raccolta differenziata, ridurre le discariche sotto il 10%, rendere la Sicilia autosufficiente e ridurre i costi per i cittadini: ogni anno spendiamo circa 100 milioni l’anno per inviare i rifiuti all’estero per la loro distruzione, mentre i termovalorizzatori verranno tutti realizzati con fondi pubblici per evitare che un’eventuale consistenza di rapporto tra pubblico e privato porti quest’ultimo a rientrare dal suo investimento caricando sulle spalle dei cittadini; io ho detto no, tutto deve essere denaro pubblico perché la Tari deve essere abbassata”.

L’obiettivo, conclude Schifani, è “passare da un sistema inefficiente a uno moderno basato su recupero e sostenibilità: per raggiungere questi obiettivi il piano prevede la realizzazione di una rete impiantistica molto articolata; oltre ai due termovalorizzatori ci sono impianti di compostaggio per i rifiuti organici, biodigestori, piattaforme di selezione e recupero per la produzione del Css. Questi impianti serviranno ad aumentare la capacità di riciclo, trasformare i rifiuti organici in energia e ridurre drasticamente il ricorso alle discariche: bisogna uscire con coraggio da questo tema, anche perché la Sicilia è satura e non sono previste nuove installazioni. I termovalorizzatori avranno una capacità di circa 600mila tonnellate l’anno e produrranno circa 50 mw: questo significa che una parte dei rifiuti potrà essere trasformata direttamente in energia utile. Per i termovalorizzatori abbiamo avviato la progettazione a settembre 2025 e i progetti verranno consegnati ad aprile 2026: ho stipulato un’intesa con Invitalia per la gestione di tutti gli appalti e una convenzione con l’autorità Anticorruzione. Entro il 30 aprile verranno consegnati i progetti, dopodiché verranno chiesti i pareri e le valutazioni sull’impatto ambientale ed entro gennaio-febbraio 2027 contiamo di aggiudicare le gare pubbliche: la costruzione durerà un anno e mezzo, l’obiettivo finale è rendere gli impianti operativi entro il 2028. Il piano della Regione vuole creare un sistema integrato moderno e autosufficiente, ma la nostra sfida non è solo tecnologica ma anche culturale: bisogna fare bene la raccolta differenziata, aspetto su cui la Regione attiverà una grande campagna di sensibilizzazione, e ridurre gli sprechi; non appena sapremo gestire bene i rifiuti li trasformeremo da problema a risorsa”.

In Sicilia, secondo Albanese, il cambiamento sta già “avvenendo con la progettazione e la realizzazione dei termovalorizzatori: di questo va dato atto al governo Schifani, che finalmente ha messo in campo tutto ciò che è necessario. Noi dobbiamo cominciare a parlare al di fuori di schemi e pregiudizi: si può fare il nucleare, si può realizzare un idrogeno che venga dall’energia solare. Si può fare tutto se c’è volontà politica da un lato ed economica dall’altro: proprio perché siamo un’isola possiamo avere delle prerogative climatiche per rilanciare la produzione energetica in ambito internazionale. Siamo purtroppo soggetti alle variazioni del prezzo del gas e degli idrocarburi: questo non può più andare bene, perché perdiamo competitività e non possiamo programmare il futuro”.

– Foto xd8/Italpress –
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