Strage di Monreale, il Tribunale: “Nessuna responsabilità del Comune”

Giorgio Vaiana

Cronaca - La prima svolta del processo

Strage di Monreale, il Tribunale: “Nessuna responsabilità del Comune”
L'amministrazione resta quindi nel processo esclusivamente come parte civile

09 Aprile 2026 - 13:02

Nel procedimento penale per la strage avvenuta a Monreale il 27 aprile 2025, in cui persero la vita Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvatore Turdo, il Tribunale di Palermo ha respinto la richiesta di chiamare in causa il Comune come responsabile civile. A decidere è stato il giudice per le indagini preliminari Anna Maria Bossi, che ha ritenuto infondata la tesi avanzata dagli avvocati Giada Caputo e Rosaria Messina, condivisa anche dai difensori degli imputati.

La decisione del giudice

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, non esiste alcun legame giuridico tra la condotta degli imputati e l’operato dell’amministrazione comunale. Un elemento centrale, perché – come chiarito nel provvedimento – il responsabile civile può essere chiamato in causa solo quando esiste una “stretta connessione funzionale” tra chi commette il reato e il soggetto chiamato a rispondere dei danni. Nel caso di Monreale, questa connessione è stata esclusa. Le contestazioni mosse al Comune, infatti, non riguardano il fatto degli imputati, ma eventuali profili autonomi di responsabilità dell’ente, che non possono giustificare la sua presenza nel processo come responsabile civile.

Il nodo della manifestazione religiosa

Determinante è stato anche un altro elemento: la tempistica dei fatti. Dalla documentazione acquisita emerge che la tradizionale manifestazione del Santissimo Crocifisso era stata posticipata a causa del lutto nazionale per i funerali di Papa Francesco. L’evento era stato rinviato al 27 aprile 2025 con inizio alle ore 17. Tuttavia, i fatti oggetto del procedimento si sono verificati nelle prime ore della stessa giornata, quando la manifestazione non era ancora iniziata. Un dettaglio decisivo. Il giudice sottolinea infatti che, in queste condizioni, “nessun profilo di responsabilità, nemmeno sotto forma di omessa vigilanza”, può essere attribuito al Comune. In altre parole, l’ente non avrebbe potuto né prevedere né impedire quanto accaduto.

Le richieste respinte

La richiesta di citare come responsabili civili sia il Comune di Monreale sia il Ministero dell’Interno è stata quindi dichiarata inammissibile e rigettata. Il tentativo, da parte delle difese, era quello di estendere la responsabilità risarcitoria oltre gli imputati, coinvolgendo soggetti pubblici ritenuti garanti della sicurezza. Ma il Tribunale ha escluso questa possibilità, ribadendo che manca il presupposto giuridico fondamentale.

L’avvocato Nocera: “Soddisfatti”

Il Comune di Monreale resta quindi nel processo esclusivamente come parte civile, e non come soggetto chiamato a rispondere dei danni. Soddisfazione è stata espressa dal difensore dell’ente, l’avvocato Nicola Nocera, le cui argomentazioni sono state ritenute “corrette” dal giudice. “Il responsabile civile – ha spiegato il legale – è una figura eventuale, che interviene solo quando esiste un rapporto diretto e funzionale con il fatto illecito. In questo caso tale collegamento non c’è”. Nocera ha inoltre evidenziato come la difesa abbia dimostrato documentalmente che la manifestazione religiosa era stata rinviata e non era ancora iniziata al momento dei fatti. “Ci dispiace – ha aggiunto – che si sia tentato di attribuire responsabilità alla comunità monrealese. In un momento così delicato, sarebbe stato più giusto mantenere unità, senza cercare colpe al di fuori di chi ha commesso i fatti”.

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