Diciottenne americana violentata a Palermo: “L’ho conosciuto su Tinder”

Redazione

Palermo - In corso le indagini

Diciottenne americana violentata a Palermo: “L’ho conosciuto su Tinder”
La polizia intervenuta in B&B tra l'Arenella e l'Acquasanta dove la giovane alloggiava

02 Aprile 2026 - 17:01

Una turista americana di 18 anni ha denunciato di essere stata vittima a Palermo di violenza sessuale da parte di un giovane conosciuto poche ore prima tramite l’app di incontri Tinder. La denuncia è stata raccolta questa mattina dagli agenti della polizia, intervenuti intorno alle 6 in una struttura ricettiva situata tra l’Arenella e l’Acquasanta, dove la giovane alloggiava insieme ad altre ragazze straniere. L’intervento è scattato a seguito di una chiamata al 112 che, inizialmente, segnalava un presunto furto all’interno del bed & breakfast.

Giunti sul posto, gli agenti hanno però ricostruito un quadro ben diverso, raccogliendo il racconto della vittima e delle altre giovani presenti. Secondo quanto riferito, le coinquiline sarebbero intervenute nella stanza della diciottenne dopo averla sentita urlare. All’interno dell’alloggio si trovava anche un ragazzo, descritto come verosimilmente palermitano, che la turista avrebbe conosciuto poche ore prima tramite l’applicazione. Stando alle prime ricostruzioni, tra i due ci sarebbe stato inizialmente uno scambio informale, prima che la situazione degenerasse.

La giovane, ancora sotto shock, ha raccontato di essere stata aggredita e costretta a subire un rapporto sessuale. Il presunto aggressore si sarebbe poi dato alla fuga proprio in seguito all’intervento delle altre ragazze. La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata al Policlinico, dove è stata sottoposta agli accertamenti previsti dal protocollo del “Codice rosa”, finalizzati a verificare eventuali segni di violenza. Informato anche il consolato degli Stati Uniti, mentre la polizia scientifica ha effettuato i rilievi all’interno della struttura per raccogliere eventuali tracce utili alle indagini. Il caso è ora seguito dagli investigatori della squadra mobile. La giovane ha consegnato il proprio smartphone agli inquirenti per consentire di risalire al profilo utilizzato dal sospettato sulla piattaforma. Al termine delle cure, la diciottenne potrebbe fare rientro negli Stati Uniti per ricongiungersi con la famiglia.

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