Un incontro intenso, carico di emozione e significato, quello che si è svolto all’Istituto comprensivo Guglielmo II di Monreale, dove studenti e docenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con storie di dolore, ma anche di coraggio e impegno civile. Protagonisti dell’iniziativa Graziella Accetta, madre del piccolo Claudio Domino, vittima innocente di mafia, e il professor Claudio Burgio, figlio adottivo di Giuseppe La Franca, anche lui vittima innocente. Due testimonianze forti, capaci di trasformare il ricordo in consapevolezza e responsabilità.
Nel corso dell’incontro, la signora Accetta ha raccontato la tragica vicenda del figlio Claudio, ucciso a soli 11 anni, una storia che ha segnato profondamente la città e la coscienza collettiva. Le sue parole, cariche di dolore ma anche di dignità e forza, hanno catturato l’attenzione degli studenti, creando un clima di profondo silenzio e rispetto. Il racconto è andato oltre la semplice cronaca, trasformandosi in un messaggio di impegno e legalità. Dalla testimonianza è emerso come, anche davanti a una tragedia così grande, sia possibile scegliere la strada della memoria attiva e della partecipazione civile. A completare l’incontro le riflessioni del professor Burgio, che ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola nella prevenzione della cultura mafiosa e nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e rifiutare ogni forma di illegalità.
Grande la partecipazione degli studenti, che hanno seguito con attenzione, ponendo domande e dimostrando una sincera volontà di comprendere. Particolarmente significativo il gesto degli alunni del plesso Leto-Borsellino di Aquino, che hanno consegnato alla madre di Claudio Domino due lettere ricche di pensieri delicati e carichi di empatia. L’Istituto Guglielmo II sottolinea come incontri di questo tipo siano fondamentali per offrire ai giovani occasioni concrete di confronto con chi ha vissuto direttamente le conseguenze della mafia, contribuendo così alla crescita di una coscienza critica. L’iniziativa si inserisce in un percorso educativo più ampio volto a promuovere la cultura della legalità e della memoria. La scuola ribadisce il proprio impegno nel sensibilizzare le nuove generazioni affinché tragedie come quella di Claudio Domino non vengano dimenticate e possano diventare un insegnamento per il presente e il futuro.













