Monreale e Ravenna uniscono le tessere: nasce l’asse italiano del mosaico

Redazione

Cronaca - Cultura

Monreale e Ravenna uniscono le tessere: nasce l’asse italiano del mosaico
Alla Biennale del Mosaico nasce un asse culturale tra Sicilia ed Emilia-Romagna per valorizzare una delle arti più antiche e contemporanee

13 Marzo 2026 - 12:50

La Biennale del Mosaico di Monreale rafforza il dialogo con Ravenna, capitale internazionale di questa antica arte, avviando un ponte culturale e formativo tra le due città simbolo del mosaico in Italia. Il confronto è avvenuto nell’ambito dell’incontro “Il mosaico oltre il Liceo”, ospitato nella Sala San Benedetto, dedicato alla formazione, all’innovazione e alle prospettive professionali legate all’arte musiva. Protagonista dell’incontro la direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna Paola Babini, intervenuta insieme alla dirigente del Liceo Artistico “Mario D’Aleo” Loredana Lauricella e all’assessore alla Cultura del Comune di Monreale Fabrizio Lo Verso. L’incontro è stato moderato dai direttori artistici della Biennale Francesco Urso e Giovanni Alvich.

L’iniziativa ha segnato l’avvio di una collaborazione culturale tra Monreale e Ravenna, due città che custodiscono alcuni dei più importanti cicli musivi del mondo. “Stiamo iniziando a costruire un ponte ideale tra Monreale e Ravenna – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Fabrizio Lo Verso – Siamo partiti dal collegamento tra l’Accademia e la scuola, perché la Biennale nasce proprio dal mondo scolastico. L’obiettivo è permettere ai nostri studenti di proseguire gli studi nell’unica Accademia italiana con indirizzo specifico sul mosaico e, in futuro, riportare qui le competenze acquisite, creando valore culturale e professionale per il territorio”.

La presenza dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna rappresenta infatti un passaggio strategico per il futuro della formazione nel campo del mosaico. “È un grande piacere essere a Monreale – ha affermato Paola Babini, direttrice dell’Accademia – La nostra Accademia è l’unica in Italia ad avere un indirizzo dedicato al mosaico e questo crea un legame naturale con una città come Monreale, che custodisce una delle cattedrali musive più straordinarie al mondo. Il mosaico non è soltanto storia e tradizione: oggi è anche ricerca e contemporaneità”. Babini ha anche evidenziato una criticità del sistema formativo italiano: “Con la riforma degli istituti d’arte si è persa la specificità dell’indirizzo musivo nelle scuole superiori, sia a Ravenna sia a Monreale. È importante continuare a lavorare insieme per rafforzare e valorizzare questo linguaggio artistico, che non è solo una tecnica, ma una vera forma espressiva, al pari della pittura o della scultura”.

Secondo Giovanni Alvich, curatore della Biennale del Mosaico di Monreale insieme a Francesco Urso, il dialogo tra le due città rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’arte musiva. “È necessario che Monreale dialoghi con Ravenna. Sono due realtà che custodiscono una storia millenaria legata al mosaico. Il rapporto con l’Accademia di Belle Arti consolida una collaborazione che diventa strategica per rilanciare questa arte nella contemporaneità”.

La giornata della Biennale è proseguita con la performance artistica “Non una tessera meno: Ipazia l’ultimo giorno”, realizzata dagli studenti del Liceo Artistico “Mario D’Aleo”. L’iniziativa, dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, ha utilizzato il mosaico come linguaggio simbolico per promuovere rispetto, libertà di pensiero e inclusione. La performance, curata dai docenti Chiara Violante e Vincenzo Giovinco, ha coinvolto le studentesse Roberta Virga, Margaret Vivona, Simona Scardina, Noemi Greco, Aurora Sanso e Francesca Buzzetta, con un intervento musicale della violoncellista Ria Aoki, primo violoncello della Massimo Kids Orchestra del Teatro Massimo di Palermo il cui direttore è il maestro Michele De Luca, e della professoressa Kristi Curb. Nella foto da sinistra il professori Francesco Urso, Paola Babini e Giovanni Alvich.

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