NISCEMI (CALTANISSETTA) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è giunta questa mattina in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry. Ad accompagnare il premier il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Prima tappa a Niscemi, dove Meloni era stata in visita lo scorso 28 gennaio.
Dopo la visita lampo di due settimane fa la premier Giorgia Meloni è tornata a Niscemi (Caltanissetta), colpito da un grave evento franoso. La Presidente del Consiglio è atterrata in elicottero poco dopo le 11,30 e dopo aver sorvolato i luoghi del cedimento del quartiere Sante Croci ha effettuato un nuovo sopralluogo nella zona del Belvedere. Con lei il capo del Dipartimento di Protezione Nazionale Civile Fabio Ciciliano ed il sindaco Massimiliano Conti. Si è tenuto un vertice con le autorità locali per fare il punto della situazione a quasi tre settimane dall’evento franoso.
Nel decreto in arrivo mercoledì “per Niscemi c’è un stanziamento specifico di 150 milioni di euro, con la nomina di un commissario straordinario nella figura del capo della Protezione civile, prefetto Fabio Ciciliano, perché non volendo perdere neanche un giorno di tempo così siamo già immediatamente operativi con la struttura”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di un punto stampa a Niscemi. “Le risorse sono dedicate sostanzialmente alle tre grandi priorità: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio, perché è inutile che noi cerchiamo di risolvere i problemi se si possono ripresentare, e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e anche per le attività produttive, al netto di quello che già è stato fatto”. I 150 milioni sono destinato solo al Comune di Niscemi, “ovviamente abbiamo parlato con il sindaco ma anche con i comitati che rappresentano i cittadini. Vorremmo che fosse partecipato tutto il confronto che poi porterà ovviamente a dover dare vita alle ordinanze”, ha spiegato il premier. “Per me qui è molto importante che non accada quello che che è accaduto con la frana della fine degli anni 90, è stato importante incontrare anche i cittadini, penso che faccia la differenza sempre quando ci si mette la faccia e si parla direttamente con le persone per capire quali sono le loro paure ma anche quali sono le loro speranze”.
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“Dove io chiedo di non forzare, perché sarebbe un errore, è nella definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana, perché quelle non sono decisioni sul piano politico ma su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini, e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza”, ha spiegato. “Questo non lo voglio fare e penso che non si debba forzare per la sicurezza e la salute. Credo che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d’Europa, perché ci sono tutte le migliori eccellenze da questo punto di vista, dal Genio militare alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco – ha aggiunto -. Stanno lavorando tutti perché puntiamo a dare queste risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è invece quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo che è necessario, e non è una decisione che secondo me si può forzare, sarebbe irresponsabile”.
SCHIFANI “BENE MELONI IN SICILIA, FONDAMENTALE COLLABORAZIONE COL GOVERNO”
“Noi portiamo mercoledì in Consiglio dei Ministri un decreto che si occupa in generale dell’alluvione e nello specifico di Niscemi, distinguendo le due questioni”, ha aggiunto. “Per Niscemi c’è un stanziamento specifico che riguarda 150 milioni di euro con la nomina di un commissario straordinario nella figura del capo della Protezione Civile, prefetto Fabio Ciciliano, perché non volendo perdere neanche un giorno di tempo, così siamo già immediatamente operativi con la struttura – ha aggiunto Meloni -. Le risorse sono dedicate sostanzialmente alle tre grandi priorità: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio, e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e per le attività produttive, al netto di quello che già è stato fatto e al netto di quello che prevede il resto del decreto che vale per tutte e tre le Regioni che sono state coinvolte dai problema alluvionale”.
Il decreto in arrivo mercoledì “vale per tutte e tre le regioni che sono state coinvolte dal problema alluvionale ma incidono ovviamente anche per Niscemi – ha spiegato Meloni -. Sul resto del decreto noi prevediamo diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi, l’indennizzo e iniziative di sostegno per le attività economiche che sono state coinvolte, particolarmente per il campo dell’agricoltura, c’è la sospensione dei tributi, che vale ovviamente anche per Niscemi ma anche per tutti i territori che sono stati coinvolti dall’alluvione, ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi, ci sono stati i ministeri che si sono mobilitati e hanno messo da soli a disposizione al netto delle risorse ulteriori del Ministero delle Finanze circa 170 milioni di euro, per attività che riguardano vari campi – ha aggiunto il premier –. Stiamo cercando di dare una risposta complessiva a tutti i territori coinvolti, chiaramente in raccordo con i presidenti delle regioni che come voi sapete sono diciamo i commissari per l’emergenza delle tre Regioni, quindi i presidenti Schifani, Occhiuto e Todde”.
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– foto Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).




